Lavoratori sfruttati nel Fucino: irregolarità in 18 aziende agricole

8 Ottobre 2021

L’Ispettorato accerta anche la presenza di braccianti in nero e violazioni in materia di sicurezza L’ira di Confagricoltura: «Perché non si fanno verifiche anche sulle badanti o in altre parti d’Abruzzo?»

AVEZZANO. «Lavoratori in nero e senza permesso di soggiorno, sottopagati e sottoposti a orari di lavoro massacranti». Diciotto le aziende controllate, tutte risultate irregolari. Per due è scattata anche la sospensione dell’attività. È il bilancio dell’operazione “Alt Caporalato” nelle aziende agricole del Fucino messa in campo dall’Ispettorato nazionale del lavoro in collaborazione con il ministero del Lavoro e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni al fine di contrastare il fenomeno dello sfruttamento in agricoltura. I controlli sono partiti a fine agosto.
LE PRESUNTE IRREGOLARITÀ
Nell’arco di un mese, sotto la lente di ingrandimento dell’Ispettorato territoriale sono finite 18 aziende agricole del Fucino, con gli ispettori che hanno rilevando irregolarità in ciascuna delle imprese controllate. Dopo aver passato al setaccio le assunzioni e i contratti, per 40 braccianti sono state accertate violazioni sia in materia di orario di lavoro che di sicurezza nei luoghi di lavoro. In tutto le posizioni lavorative controllate sono state 97, di cui 76 hanno riguardato lavoratori extracomunitari. Gli ispettori del lavoro hanno accertato anche la presenza di 8 lavoratori in nero, di cui 7 erano extracomunitari senza permesso di soggiorno e dunque irregolari sul territorio. Per due imprese ispezionate è scattata la sospensione dell’attività. La task-force, coordinata dall’Ispettorato del lavoro dell’Aquila, si è avvalsa anche del personale delle sedi di Perugia, Roma, Varese e Napoli, degli ispettori della Asl dell’Aquila, dei militari del nucleo ispettorato del lavoro dell’Aquila e di quelli dei comandi provinciali di carabinieri e Guardia di finanza. Hanno partecipato ai controlli nel Fucino anche i mediatori culturali messi a disposizione dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni visto che gran parte dei braccianti stranieri parla solo arabo. I controlli sulle aziende visitate continueranno e non sono escluse ulteriori irregolarità che potrebbero emergere da un esame più accurato tale da far scaturire altri provvedimenti a carico dei titolari delle aziende.
LO SFOGO DI CONFAGRICOLTURA
«Perché ci si concentra sul settore delle imprese agricole e non vengono effettuati gli stessi controlli anche su altri settori come ad esempio quello delle colf e delle badanti?», domanda il direttore di Confagricoltura L’Aquila, Stefano Fabrizi, «agli ispettori del lavoro chiediamo anche di specificare quali sono le irregolarità e le violazione emerse e accertate in materia di sicurezza: se si tratta dell’aggiornamento del registro di valutazione dei rischi oppure se sono stati modificati gli apparati dei trattori. Per quale motivo, poi», aggiunge Fabrizi, «gli ispettori si concentrano nelle aziende agricole della Marsica tralasciando altre zone d’Abruzzo visto che ogni anno almeno sei o sette squadre vengono in rinforzo di quelle locali. Il caporalato», conclude il direttore di Confagricoltura, «è lo sfruttamento del lavoro con violenza e ha un significato ben preciso. Finora nessuno dei nostri associati è stato rinviato a giudizio o condannato per il reato di caporalato».
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