Lavoratori uffici sisma, Cgil all’attacco
«Su 300 assunti dal concorsone per la ricostruzione, almeno in 50 hanno già ottenuto il trasferimento». Continua l’esodo dei lavoratori del concorso Ripam e la Cgil sollecita la convocazione del...
«Su 300 assunti dal concorsone per la ricostruzione, almeno in 50 hanno già ottenuto il trasferimento». Continua l’esodo dei lavoratori del concorso Ripam e la Cgil sollecita la convocazione del tavolo di coordinamento regionale, temendo rallentamenti nel processo di ricostruzione del comune dell’Aquila e dei 56 comuni del cratere sismico. Sul tappeto, anche altre criticità, come la vicenda della condizione sovrannumeraria degli assunti a tempo indeterminato, a partire dal 2023, per cui si prospetta un ulteriore esodo verso altre amministrazioni. E c’è in ballo anche la stabilizzazione dei lavoratori assunti a tempo determinato e la soppressione degli Utr: «Il tavolo», dicono il segretario della Fp-Cgil Francesco Marrelli e il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti, «dovrà avere all’ordine del giorno le problematiche dei lavoratori della ricostruzione e nello specifico la vicenda della soppressione degli uffici territoriali e il conseguente transito dei lavoratori all’ufficio speciale dei Comuni del cratere. Nelle norme di riferimento nulla è indicato per quanto concerne le modalità di transito dei 72 lavoratori. E i 50 trasferiti hanno già scelto, se di scelta si può parlare o piuttosto costrizione, di ricercare soluzioni lavorative definitive fuori dal sistema della ricostruzione: tutto ciò», conclude la Cgil, «con il rischio concreto di rallentare i processi ricostruttivi». (r.s.)

