Lavori a buon punto alla Torre Medicea di Santo Stefano

14 Giugno 2020

Il Comune: «Il nostro simbolo tornerà all’antico splendore» A seguito del sisma 2009 era stata quasi del tutto distrutta

SANTO STEFANO DI SESSANIO. Una foto e poche righe: «Proseguono i lavori di ricostruzione della Torre medicea, simbolo del Borgo, pietra su pietra tornerà al suo magnifico splendore». Così su Facebook il Comune di Santo Stefano di Sessanio (sindaco Fabio Santavicca) annuncia che è ormai a buon punto la rinascita di uno dei simboli non solo di Santo Stefano di Sessanio, ma dell’intero Abruzzo. Il cantiere fu inaugurato in pompa magna nel maggio del 2017. C’erano fra gli altri Gianni Letta, l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, l’ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso e l’ex presidente del Senato Franco Marini. C’è stata poi un’inchiesta della magistratura che per forza di cose ha allungato i tempi della ricostruzione. Ora, però, si sta arrivando alla conclusione e l’inaugurazione della “nuova” torre, c’è da giurarci, sarà un evento storico per l’intera regione. I fondi per la Torre, 1.500.000 euro circa, furono messi a disposizione da una delibera del Cipe, la 135 del 2012, una delle delibere più importanti per il post-sisma 2009. La stazione appaltante è il segretariato regionale ai Beni culturali. Sul sito dell’Ufficio speciale di Fossa (Usrc) c’è ancora oggi una scheda che riassume molto bene il significato storico della Torre e i danni subiti nel 2009. COME ERA. “La torre di proprietà comunale”, scrive l’Usrc, “è posizionata sulla parte più alta del borgo, ed è un edificio a pianta circolare con diametro interno di 3,89 metri e spessore murario di 1,46 metri. Il suo sviluppo verticale raggiungeva, prima dell’evento sismico, una altezza complessiva di 20 metri. Era caratterizzata da un fusto cilindrico di diametro costante su cui si aprivano due bucature; sulla parte sommitale era distinguibile un sistema a mensola che sosteneva il parapetto merlato del cammino di ronda, costituito da beccatelli alternati a caditoie in pietra lavorata. Il sistema di risalita interno era costituito da una scala lignea a doppia rampa molto ripida, che si innestava su solai lignei disposti secondo altezze di interpiano di circa 4,60 metri. La realizzazione del pesante solaio di copertura in cemento armato, rovinosamente precipitato a seguito del sisma 2009, sembra da attribuirsi all’uso della torre durante il secondo conflitto bellico, divenuta base di una postazione antiaerea. Un piccolo abbaino, aperto sul solaio in cemento armato, consentiva l’uscita in copertura nella zona delle merlature. Alla data antecedente gli eventi sismici del 6 aprile 2009 la torre era accessibile al pubblico”.
LA STORIA. “La storia della torre”, è scritto ancora nella scheda, “è di fatto la storia del paese di Santo Stefano di Sessanio, soprattutto nella fase di insediamento e incastellamento del borgo. I primi insediamenti si fanno risalire al periodo dell’Alto Medioevo, approssimativamente nel periodo della colonizzazione monastica. Dopo le invasioni saracene e con i cambiamenti connessi al processo di “al livellamento” si avvia presumibilmente la fase di formazione del castellum di Santo Stefano. La presenza di insediamenti rurali e la vicinanza al convento cistercense di Santa Maria del Monte accreditano l’ipotesi dell’esistenza sulla sommità del colle di una torre di solo avvistamento, a scopo difensivo. L’edificio era costituito inizialmente dal solo fusto cilindrico privo di coronamento, con porta di accesso a una quota elevata e con finestre, tutti elementi incorniciati da blocchi in pietra. Sarà proprio la presenza di questo singolare elemento edificato a determinare la genesi del tessuto edilizio circostante. L’evolversi delle tecniche militari e l’avvicendarsi di fenomeni rovinosi inducono cambiamenti e modifiche della versione originale della torre. È possibile riferire al periodo angioino la sua trasformazione più vistosa che aggiunge alla canna cilindrica originale l’apparato a sporgere del coronamento impostato su beccatelli a tre aggetti che trasformano di fatto la torre in un vero presidio di difesa del borgo. Sostanziali cambiamenti seguirono, anche nel borgo di Santo Stefano, alla vendita – nel 1579 – della Baronia di Carapelle a Francesco I dei Medici”.
I DANNI DEL 2009. A seguito del sisma del 2009 “la torre è stata quasi completamente distrutta. È rimasto in piedi un grosso lacerto murario di altezza variabile. La torre è stata sottoposta a un primo intervento di messa in sicurezza: rimozione delle porzioni di muratura in pericolo di crollo, protezione di tutta la muratura non crollata e realizzazione di un presidio di sicurezza, realizzato in tubo giunto, con cui si è da subito riproposto l’originale skyline della torre. Il materiale del crollo è stato recuperato e conservato, sia per il materiale sciolto delle pietre in bozza, che per le parti lapidee lavorate di beccatelli, mensole e imbotti di porte e finestre”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA