Lavori al duomo, nuova scoperta: trovata una chiesa sotterranea

Locali e muri sono emersi nelle indagini archeologiche preliminari, le strutture sembrano medievali Ponteggio quasi ultimato, via alla sistemazione della parete crollata. Ok ai fondi per il secondo stralcio
L’AQUILA. Vani ipogei voltati e un setto murario che potrebbe risalire all’epoca di fondazione della chiesa. È quanto emerso dalle indagini archeologiche all’interno del duomo intitolato ai Santi Massimo e Giorgio, nella piazza principale dell’Aquila. I lavori per studiare il sottosuolo si sono resi necessari prima di montare l’alto ponteggio, che ormai copre la struttura, e dare il via alle opere all’interno dell’edificio, per cui durante l’edizione della Perdonanza del 2022 aveva speso parole di sollecito anche Papa Francesco, primo pontefice nella storia ad aprire la Porta Santa.
PRIMI RESTAURI
La consegna del cantiere alla ditta Cobar di Altamura, che si è aggiudicata l'appalto, è avvenuta già nel mese di febbraio. «Attualmente il ponteggio è stato montato quasi interamente», spiega il direttore dei lavori del Segretariato regionale ai beni culturali, Augusto Ciciotti. «In primo luogo si è deciso di intervenire sulla parete crollata durante il terremoto del 2009, nel contempo i restauratori stanno mettendo in sicurezza parte degli apparati decorativi presenti, che necessitano di protezione, di fissaggio o consolidamento, in attesa del restauro definitivo».
LE INDAGINI ARCHEOLOGICHE
«Nelle fasi preliminari di lavoro è stata fatta un’indagine di tipo archeologico, che ci permettesse poi di montare i ponteggi», continua Ciciotti. «È stato effettuato lo smontaggio del pavimento di marmo e siamo scesi di quota per fare delle verifiche sulla base di quello che erano i saggi fatti in passato. Siamo intervenuti su tutta la zona del transetto e presbiteriale, prima di rimontare il pavimento e le strutture necessarie al cantiere». Durante i lavori sono emersi vani ossari ipogei voltati e un setto murario, forse di epoca medievale, che potrebbe appartenere alla struttura originaria della chiesa. Edificata nel XIII secolo, infatti, la cattedrale venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1703 per essere successivamente restaurata nel XIX e nel XX secolo. «Abbiamo adesso un quadro più completo di cosa nascondeva la parte di sottosuolo più prossima alla zona pavimentale», spiega Ciciotti. «Con la consegna del secondo stralcio potremmo estendere questo accertamento anche sull’aula della chiesa, prima della realizzazione delle opere definitive. Se non emergeranno locali di particolare pregio verrà ripristinato il pavimento così come lo ricordiamo prima del terremoto».
I PRECEDENTI
Già all’inizio del 2020 la cattedrale era stata oggetto di indagini archeologiche. Davanti all'altare maggiore gli strumenti di screening del sottosuolo avevano rilevato la presenza di un piccolo locale sotterraneo all'interno del quale erano stati trovati i resti di tre uomini, probabilmente prelati di rango, forse vescovi, e due cilindri in piombo, che conservavano le generalità degli stessi. L’usanza di seppellire personaggi importanti del clero all'interno delle chiese risale anche a periodi precedenti rispetto al 1700, epoca in cui è stato ricostruito il duomo dell’Aquila. La pratica è venuta meno solo con gli editti napoleonici.
IL SECONDO STRALCIO
La prima tranche di lavori si concentrerà sulla zona presbiteriale che ha avuto il crollo della volta, della parete laterale e della copertura. «Nelle prossime settimane procederemo anche alla consegna del secondo stralcio» assicura Ciciotti, «in modo da poter operare in continuità». Il ministero della Cultura, infatti, dopo aver elargito il finanziamento del primo stralcio da 18,5 milioni, ha inviato una comunicazione per assicurare la copertura anche del secondo, di pari importo.
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