Lavori all’ex oratorio dei Filippini: affidato il progetto per il restauro

Ricostruzione post-sisma. Lo storico edificio si trova accanto alla chiesa di San Filippo in via Cavour È di proprietà dell’amministrazione comunale. La struttura era utilizzata dalla chiesa Evangelica
L’AQUILA. Il Provveditorato alle opere pubbliche ha affidato la progettazione definitiva ed esecutiva “delle opere di consolidamento e restauro dell’ex oratorio dei Filippini” che si trova in via Cavour, a fianco alla chiesa di San Filippo. La proprietà è del Comune dell’Aquila. Se ne occuperà l’architetto Francesca Menestò. L’importo dell’appalto è di 81.173 euro. La struttura prima del sisma era utilizzata dalla chiesa Evangelica.
Gli storici che se ne sono occupati scrivono che l’oratorio deve la sua realizzazione all’ordine monastico di San Filippo Neri che lo edificò alla metà del XVIII secolo. Allo scioglimento dell’Ordine, nel 1862, l’oratorio è stato sconsacrato e destinato ad altri usi.
Come per l’adiacente chiesa di San Filippo, le vicende costruttive dell’oratorio sono legate a quelle dell'ordine di San Filippo Neri che realizzò in città nel XVII secolo, tra via degli Scardassieri e via degli Speziali (oggi via Cavour), un complesso monastico costituito da chiesa, convento e oratorio.
Il terremoto dell’Aquila del 1703 danneggiò gravemente il complesso, causando il crollo dell’oratorio dedicato a San Girolamo, il cui sito fu venduto per la realizzazione della chiesa di Santa Caterina Martire. Al termine dei lavori di ristrutturazione della chiesa, avvenuti tra il 1708 e il 1715, l’Ordine decise di edificare un nuovo oratorio acquistando, nel 1719, una proprietà adiacente al San Filippo e riutilizzando parte dell’originario convento seicentesco. Completato il progetto, di cui rimane ignota la paternità, nel 1741 si poté dare inizio ai lavori che si prodigarono per almeno un decennio; nel 1753 la costruzione era pressoché terminata, venendo riprodotta nella Pianta dell’Aquila del Vandi.
A questa data, successivamente alla definizione dell’articolazione interna, è probabile che si sia realizzata la facciata che presenta vistosi richiami all’architettura neoclassica di fine Settecento.
La costruzione dell’edificio, secondo gli storico, consentì di localizzare, lungo tutta la via, le strutture dell’Ordine; il collegamento tra l’oratorio e la chiesa di San Filippo avveniva tramite un’arcata sopraelevata sulla via dell’Oratorio che separa le due costruzioni. L’arcata venne poi demolita alla fine del XIX secolo.
Nel 1862 l’ordine dei Filippini fu soppresso e l’oratorio divenne di proprietà comunale, passando poi, solo nella seconda metà del XX secolo, in concessione alla chiesa evangelica.
La chiesa di San Filippo (che è stata restaurata) nel 2009 era invece la sede del Teatro stabile d’innovazione “L'Uovo”.
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