Lavori in stallo, esposto in Procura

2 Febbraio 2017

E la Provincia cede il ruolo di soggetto attuatore: noi senza risorse

SULMONA. Soggetti esterni a cui affidare la gestione dei lavori per sopperire alla carenza di personale e mezzi della Provincia e riaprire quanto prima il De Nino-Morandi. Nel vertice di ieri nella sede della Provincia all’Aquila, il presidente e sindaco di Pratola Antonio De Crescentiis e il sindaco di Sulmona Annamaria Casini hanno spinto sull’acceleratore per riaprire la scuola chiusa dal 2014. La proposta di soggetti attuatori esterni alle amministrazioni sarà sottoposta nell’incontro in programma oggi all’Aquila, al Provveditorato regionale alle Opere pubbliche. «Considerate le difficoltà oggettive causate dalla carenza di risorse umane e strumentali e dall’enorme carico di lavoro a cui sono sottoposti gli uffici della Provincia», dichiara il presidente De Crescentiis, «stiamo individuando, insieme al sindaco di Sulmona, un percorso alternativo che preveda l’individuazione di organi esterni alle amministrazioni a cui affidare il ruolo di soggetti attuatori degli interventi, per consentire l’avvio dei lavori al De Nino-Morandi nel più breve tempo possibile». In pratica, si vuole verificare la possibilità di coinvolgere negli interventi l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere e il Provveditorato regionale alle Opere pubbliche, in qualità di soggetti attuatori. La questione è stata al centro del consiglio comunale di ieri, nel corso del quale la consigliere di minoranza Elisabetta Bianchi (Fi) ha annunciato un esposto in Procura sullo stallo dei lavori, dichiarandosi insoddisfatta della spiegazione data dall’assessore ai Lavori pubblici, Mario Sinibaldi. «In considerazione dell’importanza dell’argomento, ed essendo necessaria una soluzione condivisa, illustreremo il percorso individuato ai comitati cittadini», ha spiegato. La scuola è chiusa dal 2014, quando la Finanza appose i sigilli all’edificio per i lavori di ristrutturazione non a norma. Gli studenti vennero trasferiti a Pratola nella sede dell’Iti. A luglio si doveva trovare una sede alternativa in città. Discorso accantonato, poi, dopo il sisma di agosto. Ora si prova a far partire i lavori. (f.p.)

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