Lavori Palazzo Centi Dal Consiglio di Stato via libera al cantiere
L’AQUILA. Via libera – a meno di ulteriori sorprese – al contratto di appalto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori per il consolidamento e il risanamento conservativo di Palazzo...
L’AQUILA. Via libera – a meno di ulteriori sorprese – al contratto di appalto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori per il consolidamento e il risanamento conservativo di Palazzo Centi, storica sede della giunta regionale.
Il Consiglio di Stato (sezione quinta, Francesco Caringella presidente; Claudio Contessa consigliere estensore; Paolo Giovanni Nicolò Lotti, Raffaele Prosperi e Alessandro Maggio consiglieri) ha respinto l’appello presentato dall’impresa edile teramana Cingoli Nicola e figlio srl (seconda classificata) contro la Regione e nei confronti della General costruzioni srl di Isernia (aggiudicataria dell’appalto). Un appalto aggiudicato per un importo di 6,6 milioni, a fronte dei circa 10 della base d’asta, con un ribasso del 35 per cento.
Gli appellanti chiedevano la riforma della sentenza del Tar Abruzzo, che aveva respinto i due ricorsi presentati dalla stessa impresa Cingoli che voleva l’esclusione dalla procedura della ditta aggiudicataria. Un’istanza basata essenzialmente su due motivi: l’omessa dichiarazione, da parte della ditta aggiudicataria, di essere stata destinataria di una pregressa risoluzione contrattuale per un altro appalto pubblico e l’asserita incompatibilità di un progettista.
La battaglia giudiziaria, prima di fronte al Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo e poi al Consiglio di Stato, ha inevitabilmente paralizzato l’avvio dei lavori per il ripristino del prestigioso immobile che si affaccia su piazza Santa Giusta, nel cuore del centro storico dell’Aquila. La determinazione dirigenziale finita nel mirino dei ricorrenti risale al 29 giugno 2017 ed è quella con la quale veniva disposta l’aggiudicazione definitiva della gara. Dopo il ricorso al Tar della ditta Cingoli, la stessa Regione aveva confermato l’aggiudicazione, con la determinazione del 14 novembre 2017, ugualmente impugnata. Vistasi respingere entrambi i ricorsi dal Tar, l’impresa teramana si è dunque rivolta al Consiglio di Stato. Tuttavia, i giudici romani non hanno ritenuto fondati i motivi di appello.
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