Lavoro nero, controlli sugli ambulanti

Giro di vite del Comune contro chi non rispetta la legge. La Civita: presto il nuovo regolamento del mercato cittadino
SULMONA. Giro di vite sul lavoro nero in città, che coinvolge circa il 15 per cento di artigiani e commercianti. Secondo gli ultimi dati della Cna, si aggirerebbe intorno alla cinquantina il numero degli artigiani “fuori legge” su un totale di 340. Proprio per tutelare chi paga le tasse e rispetta regole, il Comune ha avviato una serie di incontri con professionisti e lavoratori della città. In particolare, gli sforzi dell’assessore al Commercio Cristian La Civita si stanno concentrando sul commercio ambulante, uno dei settori dove il lavoro nero avrebbe più presa. In questa ottica si sta ripensando il nuovo regolamento del mercato cittadino, con norme più stringenti a tutela dei commercianti titolari di postazioni fisse. «Purtroppo il Comune può fare fino ad un certo punto nel campo dell’abusivismo», interviene La Civita, «ma stiamo facendo la nostra parte con l’aumento dei controlli da parte della polizia municipale e con uno stretto rapporto con le forze dell'ordine». In particolare, sono in corso in questo periodo in Comune gli incontri con commercianti, artigiani e ambulanti, per ascoltare le loro esigenze. «I più penalizzati, da quello che ci dicono gli stessi interessati, sembrano essere gli ambulanti col pullulare di venditori irregolari», aggiunge La Civita, «perciò vogliamo ripartire con un nuovo regolamento del mercato per sostenere chi paga regolarmente tasse e spese, a differenza di chi è sconosciuto al fisco e alle istituzioni locali». Del resto, sono gli stessi addetti ai lavori a chiedere da tempo più controlli. «In sostanza», spiega il vice presidente dell’Anva Confesercenti, Franco Liberatore, «noi commercianti ci siamo presi l’impegno di sorvegliare tutti i giorni i centri storici e i mercati su aree pubbliche per verificare lo stato dei nuovi negozi e dei banchi. Questo vuole essere una spinta ad un maggior controllo degli enti preposti, sia per quanto riguarda la sicurezza alimentare, sia per le autorizzazioni all’esercizio delle attività». Da qui l’attivazione da parte della Cna di uno sportello dove denunciare il lavoro nero. Una tendenza in netta crescita per il capoluogo peligno, che non è sfuggita in passato nemmeno alla Confesercenti, che aveva avviato la sua controffensiva al lavoro nero con una serie di incontri di sensibilizzazione e formazione. Secondo le stime fornite dall’associazione di categoria, all’ottantina di lavoratori in regola (per la precisione 44 parrucchieri e 34 estetisti), si sarebbe aggiunto un 40 o 50 per cento di addetti in nero. Fra loro, non solo chi è stato costretto a chiudere il negozio, schiacciato dalle tasse e dalla crisi, ma anche chi si improvvisa, senza i necessari titoli e requisiti, sottoponendo a notevoli rischi i clienti e facendo concorrenza sleale a chi è in regola.
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