«Le 208 assunzioni all’Asl? Bene, ma non risolvono»

9 Giugno 2018

I sindacati critici: nella maggior parte si tratta di stabilizzazioni di gente già al lavoro Entro l’anno ben 125 pensionamenti di addetti che non saranno rimpiazzati

L’AQUILA. Tante, troppe le carenze da colmare nella pianta organica. Le 208 assunzioni all’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, annunciate dal manager Rinaldo Tordera, andranno solo a tamponare una situazione di estrema emergenza. Ne sono convinti i sindacati, che tornano a sollecitare alla Regione una revisione dei tetti di spesa. L’Azienda sanitaria della provincia dell’Aquila sconta da anni una cronica carenza di personale, in tutte le categorie professionali, quantificata in circa 650 lavoratori in meno rispetto alle reali esigenze. E il blocco del turn over – nel 2018 sono previsti 125 pensionamenti che non saranno sostituiti – aggrava la situazione, più volte definita allarmante dalle organizzazioni sindacali. Intanto, anche quest’anno durante il periodo estivo si prevedono accorpamenti e riduzioni di servizi, per permettere ai dipendenti di andare in ferie. «Ben vengano le 208 assunzioni», afferma il segretario provinciale della Fp-Cgil Francesco Marrelli, «ma è bene chiarire che in gran parte si tratta di procedure di stabilizzazione per i lavoratori precari, già in servizio. Quindi, non si risolvono i problemi per cui ci battiamo da tempo: le cifre sulle carenze di personale sono impressionanti. E ogni anno, a causa del blocco del turn over, ci sono pensionamenti che non vengono sostituiti. Occorre reintegrare i vuoti d’organico. E la Regione deve necessariamente rivedere i tetti di spesa per il personale sanitario, dando la possibilità di ulteriori assunzioni in tutti i profili professionali, per garantire i servizi all’utenza. Un segnale di sofferenza sono le criticità che già si intravedono per il periodo estivo». Le 208 assunzioni annunciate da Tordera dovrebbero avvenire entro l’anno: «La situazione continua a preoccuparci», dice il segretario provinciale della Uil-Fpl Antonio Ginnetti, «e crediamo che debba essere fatto uno sforzo più grande. In alcune regioni, come il Lazio, si stanno mettendo in campo piani di assunzioni, nel settore sanitario, più corposi. In questi ultimi anni nella nostra Asl sono andati in pensione circa 100 operatori all’anno e le assunzioni previste non basteranno per rimpiazzarli. E non ci dimentichiamo che i 208 posti di lavoro riguardano anche stabilizzazioni di dipendenti precari: ci auguriamo che si proceda velocemente». Per il coordinatore della Cisl Sanità Gianfranco Giorgi «siamo a un primo passo verso la soluzione dei problemi della pianta organica dell’ospedale e dell’Azienda sanitaria. Il potenziamento del personale, con la messa a concorso del 50% dei posti riservati agli interni e l’altro 50% per gli esterni, è un fatto positivo, che arriva dopo tanto tempo e dopo tante pressioni da parte dei sindacati. Ma non soddisfa tutte le necessità. Anche i dipendenti da stabilizzare sono in numero superiore». Di «misura tampone» parla il segretario provinciale della Ugl Autonomie Simone Tempesta: «Le nuove assunzioni sono insufficienti, la classica goccia nel mare. La soluzione appare lontana».
Le immissioni riguardano infermieri, fisioterapisti, ostetriche, logopedisti, educatori professionali e puericultrici, dirigenti medici, assistenti e collaboratori amministrativi, assistenti sociali.
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