Le associazioni: «In centro far tornare uffici e scuole»

10 Maggio 2021

Più ombre che luci sul progetto comunale. Mariotti (Ascom): «Serve attrattività» Leonarduzzi (Confesercenti): «No a pacchetti pronti». Cinque: «Rivedere la Ztl» 

SULMONA. Bisogna riportare uffici e scuole nel centro storico la città. È questa, secondo i rappresentanti delle associazioni, la chiave di volta per un vero e proprio riscatto di Sulmona. Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha incontrato gli architetti Luigi La Civita e Raffaele Giannantonio ai quali è stata commissionata la progettazione per la valorizzazione del centro. Le associazioni che rappresentano i circa 200 commercianti sono state escluse dal dialogo (per ora). Ma che cosa chiedono? «Ci siamo stancati di dirlo: al di là del turismo, che in questa città può coprire al massimo 90 giorni l’anno, i restanti mesi cosa si fa per portare la gente nel centro storico?», ha commentato Claudio Mariotti dell’Ascom Confcommercio, «lo andiamo dicendo da 25 anni: se non si ripopola la zona di corso Ovidio con uffici pubblici, purtroppo decentrati, il centro storico continuerà a desertificarsi. Le strade principali del centro sono popolate solo un’oretta la sera, quando c’è la passeggiata. Il resto del giorno è tutto un mortuorio. A nostro avviso, l’unica chiave di volta è riportare gli uffici in centro e così rianimarlo. Altrimenti morirà definitivamente».
Secondo gli architetti incaricati dal Comune, nel futuro diventa fondamentale la riqualificazione degli immobili importanti e strategici del centro. Per le associazioni, invece, è essenziale ricreare movimento. «È più di un anno che il sindaco ci ha comunicato che ci avrebbe chiamato per avviare una collaborazione», ha spiegato Antonio Cinque, segretario dell’associazione Sulmona fa centro, «ma ad oggi non abbiamo avuto alcuna riscontro in merito. Ci troviamo con continui cambi di orari sulle chiusure o aperture delle strade alle auto. Dopo quasi un anno dall’accordo, che siglammo a luglio scorso, a differenza di tante altre città qui a Sulmona si continua a chiudere tutto. In questo momento bisogna dare la possibilità alle attività del centro storico di ossigenarsi un po’. Tra l’altro, se per il rilancio del centro si intende sistemare quattro rastrelliere e due fioriere siamo veramente lontani dall’obiettivo. Bisogna rivalutare la Ztl, permettere alle persone, solo in determinate ore, di arrivare con le auto. E chiudere invece l’estate o quando ci sono gli eventi. E poi è fondamentale la riapertura del Liceo classico o il ritorno di alcuni uffici in centro. Solo così si rianimerebbe la città».
Tra le idee proposte dai due tecnici incaricati c’è quella di riqualificare le mura storiche e le porte urbiche, che insieme ai palazzi gentilizi e ai monumenti rappresentano il punto forte di Sulmona. «Il progetto è stato calato dall’alto e non è stato discusso né con le associazioni di categoria, né con i piccoli e medi imprenditori del centro storico», ha affermato Pietro Leonarduzzi, responsabile di Confesercenti, «non contestiamo la professionalità di La Civita, ma riteniamo che una iniziativa di tale spessore debba essere condivisa con gli attori e i protagonisti del centro storico. I pacchetti pronti e presentati in questo modo non ci convincono affatto. Per rilanciare Sulmona serve ben altro».
Critiche, infine, dalla consigliera comunale Roberta Salvati. «Alla riunione sul centro storico la Lega non è stata invitata», ha dichiarato, «ma comunque ho presentato pochi giorni prima, in sede di consiglio, degli emendamenti al bilancio che come al solito non sono stati presi in considerazione dall’amministrazione: sgravio fiscale al 50% della Tari e parcheggio di Santa Chiara gratuito per tutte le attività commerciali e artigianali, esistenti e di nuova apertura, incentivo per residenzialità in centro storico per favorire la ristrutturazione edilizia e acquisto immobili da parte di privati, recupero immobili dismessi da destinare a residenze o associazioni, piano di mobilità urbana sostenibile, abbattimento barriere architettoniche, manutenzione e restauro monumenti. Bisogna riaprire gli spazi simbolo della città e per i giovani, il Liceo classico, il centro giovani. Va creato poi un sistema museale collegato e strutturato».
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