Le associazioni: «Prezzi in salita e tante attività verso la chiusura»

Cna e Confcommercio: importi triplicati e a primavera potrebbero scarseggiare le materie prime E anche Biondi è spaventato: abbiamo 25mila lampioni, il Comune spenderà tre milioni in più
L’AQUILA. La stangata del caro bollette sta mettendo a dura prova famiglie, enti e imprese. Gli aumenti dell’energia elettrica e del gas si stanno ripercuotendo sul tessuto sociale e stringere la cinghia è diventata ormai la quotidianità.
SALASSO PER GLI ENTI
Il Comune dell’Aquila ha stimato che i rincari peseranno circa 3 milioni di euro sul bilancio dell’ente. «Secondo un calcolo previsionale effettuato dai nostri uffici è stimato in circa 3 milioni di euro l’aggravio sulle casse comunali per l’aumento dei costi dell’energia», ha precisato il sindaco Pierluigi Biondi, «una somma consistente che andrebbe ad aggiungersi ai 10 milioni che l’ente già impiega per il pagamento di luce, acqua, gas e per garantire servizi essenziali in scuole, uffici o nel progetto Case. Parliamo di un Comune territorialmente tra i più estesi d’Italia, circa 470 chilometri quadrati e con decine di frazioni, molte delle quali situate in alta quota, in cui, solo per fare un esempio, i punti luce sono 25mila, cui vanno aggiunti quelli degli edifici di proprietà comunale o situati nei 19 quartieri nati nel post sisma».
CHIUSURE IN VISTA
L’aumento dei costi di produzione sta mettendo a dura prova soprattutto le attività. «I prezzi sono lievitati e i consumi non sono superiori a quelli pre-Covid», ha affermato Claudio Antonelli di Confesercenti, «lo Stato vuole fare cassa aumentando i prezzi e cercando di recuperare i soldi spesi per la pandemia. Come produttore, e come presidente di Confidi, mi sono reso conto che i costi dell’energia sono quasi triplicati. Prima spendevamo 2.200 euro al mese per l’energia elettrica ora ne spendiamo 5.500. Se seguita così buona parte delle attività sarà costretta a chiudere».
SUBITO AZIONI
Non ci sono altre vie d’uscita, il governo deve intervenire subito. «È terribile quello che sta accadendo», ha commentato il presidente di Confcommercio L’Aquila, Angelo Liberati, «gli effetti negativi li vedremo a primavera inoltrata quando le materie prime inizieranno a mancare. L’aumento dei prezzi invece già c’è. Abbiamo fatto un incontro nei giorni scorsi con i vari commercianti e ci siamo resi conto che serve un vaccino economico contro tutto questo per evitare un futuro default. Se non si trova una soluzione qui sarà peggio del post sisma». Per Lorenzo Angelone, di Confartigianato Imprese, «l’aumento energetico sta interessando tutti, dalle famiglie ai pensionati, e sta colpendo in particolare le imprese che hanno i consumi più alti proprio per la produzione. Confartigianato nazionale si è mossa chiedendo azioni dirette con il governo per trovare una soluzione».
SOSTEGNO AMMINISTRAZIONI
Secondo Cna anche le amministrazioni locali dovrebbero fare la loro parte. «In attesa delle misure governative è opportuno prevedere delle misure di sostegno a imprese e famiglie a livello locale», hanno commentato il presidente della Cna, Francesco D’Amore e il direttore Fabrizio Belisari, «in linea con quanto ben fatto fin adesso dalle amministrazioni comunali con i fondi covid. Un intervento rapido e mirato potrebbe calmierare tali rincari per imprese e famiglie».
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