Le aziende in attesa dei pagamenti: gli intoppi del bando “Fare centro”

13 Novembre 2019

Le associazioni di categoria denunciano: il 30 per cento dei beneficiari ha ricevuto soltanto acconti Evidenziate divergenze coi dati della Regione. Approvata risoluzione all’Emiciclo per snellire i tempi

L’AQUILA. Imprenditori che hanno aperto la saracinesca a giugno e ancora non ricevono il saldo del contributo. Altri hanno ottenuto solo un acconto o sono alle prese con la lunga trafila burocratica che sposta anche di sei mesi i tempi di attesa dei pagamenti. Sul bando Fare Centro, pensato per rilanciare i centri storici dell’Aquila e dei comuni del cratere dopo il sisma del 2009, pesano diverse incognite. Una su tutte, i pagamenti. Tanto che un buon 30 per cento di beneficiari – a dirlo sono le associazioni di categoria – ancora non vedono un euro o hanno ricevuto solo un acconto sul totale. Imprese che vanno in sofferenza bancaria in fase di rodaggio, prima ancora di potersi imporre sul mercato. Tanto che il caso, di recente, è finito in discussione nella prima commissione consiliare della Regione. Anche i dati non collimano perfettamente.
I NUMERI. Per l’assessore regionale Guido Quintino Liris, con delega ai fondi Restart, le pratiche evase sono 236, per un totale di 7 milioni 290mila euro di fondi erogati, a fronte dei 20 milioni disponibili. Il numero che arriva dalle associazioni di categoria parla di non più di 150 domande saldate. Tanti sono gli imprenditori, per dirla in altri termini, che hanno incassato l’intero contributo.
SETTE SALDI AL MESE. Il report reperibile sul sito della Regione Abruzzo, alla sezione “amministrazione trasparente” indica, dal primo luglio al 31 ottobre scorso, 29 istanze saldate. Vuol dire che vengono pagati completamente sette progetti al mese. La media dei fondi a disposizione, per ciascun beneficiario, oscilla intorno ai 34mila euro, mentre dei 20 milioni a disposizione, 12 sono pronta cassa, di cui 1 milione e 400mila euro circa riservato alla copertura dei servizi di assistenza tecnica da parte di Abruzzo Engineering. Delle 364 domande ammesse a finanziamento, ne sono state saldate circa 150. Tutte pagate le 147 richieste di contributo della linea A (riapertura esercizi, piccole imprese e studi professionali), mentre i progetti ritenuti finanziabili dalla linea B, che riguarda le nuove aperture in centro storico, sono 217. Ed è qui che nasce il problema «con una lentezza nell’erogazione dei contributi», dicono le associazioni di categoria, «che sta mettendo in difficoltà molti artigiani e commercianti». I 236 progetti finanziati, infatti, non fanno riferimento solo al saldo, ma ad acconto, anticipazioni e saldo stesso. Questione sollevata anche dal consigliere regionale Americo Di Benedetto, con una risoluzione «per accelerare le procedure di liquidazione e pagamento», approvata all'unanimità in prima commissione.
PAGAMENTI IN RITARDO. «Il primo provvedimento da adottare», spiega Agostino Del Re, direttore della Cna, «riguarda il saldo, che deve avvenire entro sessanta giorni dalla rendicontazione per evitare che le imprese vadano in sofferenza bancaria con ripercussioni anche sul Durc. Prima di valutare la possibilità di indire un nuovo bando vanno chiuse le partite precedenti. A rischio c’è un buon 30 per cento delle attività che si sono insediate in centro. Il paradosso è che commercianti e artigiani si trovano a dover stipulare un debito per far fronte alla mancata erogazione di un credito». Del Re indica come «necessario un progetto complessivo di rilancio del centro storico, non tarato su iniziative a spot, anche in sintonia con gli altri enti del mondo della rappresentanza economica».
Massimiliano Mari Fiamma, direttore Api: «La pubblica amministrazione costa moltissimo ed è un ostacolo all’imprenditoria. Il centro storico è in difficoltà, poco appetibile con i tempi biblici dei pagamenti del bando ad aggravare una situazione già precaria. Soldi che servivano a mettere in piedi l’attività e che, a causa dei ritardi nell’erogazione, non rappresentano più un aiuto. Basta vedere l’intervento dei Confidi a sostegno di imprenditori che operano in centro».
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