Le lezioni di pomeriggio bocciate dalle dirigenti

Niente doppi turni negli istituti cittadini, soluzioni alternative per gestire la crisi Nelle superiori non saranno modificati gli attuali assetti, c’è il problema pendolari
L’AQUILA. Le dirigenti scolastiche dell’Aquila bocciano i doppi turni per far fronte all’emergenza. Nella conferenza stampa del premier Giuseppe Conte era stata lanciata l’idea di poter scaglionare gli ingressi degli studenti variando l’orario e mettendo le lezioni anche nel pomeriggio. Per le presidi delle scuole superiori del capoluogo si tratta comunque di una soluzione non realizzabile nel territorio.
PERCHÉ NO. Secondo Maria Chiara Marola, dirigente scolastico dell’Iis “Amedeo d’Aosta” «è una possibilità impraticabile perché sarebbe difficilissimo strutturare gli orari con i docenti che stanno su tante classi. Se avessimo professori che insegnano su organici separati si potrebbe fare. L’organizzazione di una scuola come la nostra che ha tantissimi indirizzi e tanti ragazzi che provengono dai paesi vicini è complessa. Poi tra l'altro i doppi turni si fanno sulla base della possibilità di avere dei mezzi di trasporto a disposizione. Noi abbiamo ragazzi che vengono da paesi a 60 km di distanza, mettere le lezioni di pomeriggio per loro sarebbe penalizzante». Dello stesso avviso anche la dirigente del Liceo Classico Cotugno Serenella Ottaviano. «Intanto va chiarito che nella nota del ministero è stato spiegato che il Dpcm va interpretato in situazioni che sono critiche», ha precisato la dirigente, «quindi la possibilità di istituire dei turni pomeridiani si riferisce perlopiù a grandi città dove il virus si sta manifestando di più. Tocca quindi marginalmente città come L’Aquila. Per il Cotugno, avendo più sedi e ingressi scaglionati, non ravvisiamo la necessità di fare modifiche a quella che è l’attuale organizzazione». Niente doppi turni, quindi anche alla luce di un orario messo a punto nei minimi particolari facendo incastrare tutte le esigenze i ragazzi e docenti.
NON SI TORNA INDIETRO. «Non ci stiamo pensando per niente ai doppi turni», ha commentato la dirigente del Liceo Scientifico Bafile, Sabina Adacher. «Siamo l’unica scuola dell’Aquila che ha fatto gli ingressi scaglionati e non torniamo indietro su altre soluzioni. Non ne ho bisogno dei turni pomeridiani anche perché il contesto della nostra scuola non lo richiede». Impossibili da mettere in pratica anche per la preside del Da Vinci-Colecchi Elisabetta Di Stefano, che però non esclude di poter far ricorso, se dovesse servire, alla didattica a distanza. «Per quanto riguarda l’Istituto che io dirigo», ha evidenziato, «dal momento che comprende molte attività in laboratorio e accoglie studenti che provengono da zone anche fuori dall’Aquilano, come la Valle Subequana, la Marsica e la provincia di Rieti, i doppi turni non sono proprio sostenibili. Qualsiasi decisione prenderemo dovrebbe poi essere condivisa con le società che gestiscono i trasporti. Valuteremo, in caso dovesse servire, l’istituzione della didattica a distanza».
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