Le minoranze: Casini dica le vere ragioni della sua azione

Sbic e 5 Stelle: una sceneggiata la storia delle dimissioni Il primo cittadino: «Qui serve un governo di responsabilità»
SULMONA. La mossa del sindaco di aprire le porte di Palazzo San Francesco all’opposizione ha ottenuto l’effetto di rafforzare gli equilibri nella maggioranza. È questa la novità emersa dopo le comunicazioni con cui il sindaco, oltre a motivare il ritiro delle dimissioni, ha tracciato il nuovo percorso che, secondo le sue intenzioni, dovrebbe portarla alla conclusione del mandato. L’opposizione, per contro, è furente.
Un percorso che punta su un programma ambizioso con cui la Casini punta a far uscire Sulmona dalla palude dove è impantanata da anni e proiettarla nel futuro come una realtà vivace, capace di crescere in sintonia con l’evoluzione del mondo che la circonda. E la volontà di voltare pagina rispetto ai primi due anni di mandato ha colpito quei consiglieri di maggioranza come Andrea Ramunno e Fabio Pingue, dai quali era stato avviato il duro confronto sfociato in vera e propria crisi con le conseguenti dimissioni della Casini ora ritirate. Se fino a ieri non erano disposti più a dare altro tempo alla coalizione di cui facevano e fanno parte e che, insieme a loro, è ancora al governo della città, dopo il consiglio comunale di venerdì sembrano voler concedere una nuova chance alla Casini per capire se i buoni propositi si trasformeranno in vere azioni di cambiamento. Insomma, all’interno della maggioranza sembra che si inizi a respirare un’aria diversa rispetto a quella che aveva portato alcuni componenti della coalizione vincitrice delle elezioni a ridursi a litigare anche per piccole beghe.
«Ora si volta pagina», ha detto a chiare note Casini alzando decisamente l’asticella, «Sulmona necessita dell’unione di una pluralità di forze per tornare a risplendere. Ritengo che siano maturi i tempi per una ridefinizione delle condizioni di nuovi presupposti volti a un governo di responsabilità».
Intanto, dall’opposizione, il fronte del no all’appello di collaborazione lanciato dal sindaco inizia a farsi più compatto. Sbic ipotizza che dietro il ritiro delle dimissioni del primo cittadino si nascondano altri motivi. «Noi non crediamo che la Casini abbia messo in piedi questa brutta sceneggiata senza un motivo che possa spiegarne l’azione», affermano gli esponenti di Sbic. «Chi ha convinto il sindaco a questo passo? Chi c’è dietro? E chi l’aveva consigliata di dimettersi? Non è solo superficialità, vi è dell’altro. Noi sappiamo che c’è dell’altro e ne siamo disgustati». Tante domande che si fanno anche i rappresentanti dei pentastellati per i quali «i sogni dei cittadini sono compromessi».
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