Le preziose tele di Ruthart tornano a Collemaggio

Domani cerimonia per la riconsegna delle opere ripristinate dopo i danni del sisma Attesa per un quarto dipinto da risistemare. Un’associazione finanzia l’intervento
L’AQUILA. A pochi giorni dalla 727ª edizione della Perdonanza celestiniana, domani torneranno nella basilica di Collemaggio tre tele dedicate alla vita di Papa Celestino V. Un “ritorno” molto atteso e che arriva dopo quattro anni da quel dicembre 2017 quando, dopo una corsa contro il tempo, venivano riaperti i battenti della chiesa, e al termine di un lungo intervento di restauro finanziato dall’associazione Panta Rei.
LE OPERE. Si tratta delle tele “L’Incoronazione di Celestino”, “Rinuncia al papato” e “Morte di Celestino”, di Carl Borromäus Andreas Ruthart. Un quarto dipinto, “Maria riceve doni dal popolo ebraico”, di Nicola Malinconico, è stato invece consolidato, per poi essere sottoposto al restauro.
IL PITTORE/MONACO. Dopo anni di successi come pittore di quel genere amatissimo dagli aristocratici del Seicento che fu denominato “cacce”, appunto perché ritraeva scene di caccia, Ruthart si fece oblato e poi monaco celestino, rinunciando alla sua carriera all’apice della fama. Tracce importanti della sua lunga attività, di fede e di arte insieme, sono custodite ancora oggi nel Museo nazionale d'Abruzzo e provengono in gran parte proprio dalla basilica e dal monastero di Collemaggio. Oltre alle grandi tele, infatti, ci sono trenta dipinti tra bozzetti per il ciclo realizzato per la basilica aquilana, ritratti di celestini, paesaggi e nature morte.
LA CERIMONIA. Per “festeggiare” l’importante rientro, domani, alle 15.30, si terrà una cerimonia a cui saranno presenti Nicola Macrì, segretario regionale ai beni culturali per l’Abruzzo; Antonio Di Stefano, soprintendente delegato per L’Aquila e cratere; il sindaco Pierluigi Biondi; Maria Grazia Lopardi, presidente dell’associazione Panta Rei; don Artur Witold Sidor, responsabile dell’Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi. Parteciperà, inoltre, il gruppo di lavoro della Soprintendenza – guidato dal responsabile unico del procedimento Carla Pancaldi e composto dallo storico dell’arte Tancredi Farina e dalla restauratrice Maria Fernanda Falcon Martinez, progettisti e direttori dei lavori, insieme alla restauratrice Giulia Cervi e allo storico dell’arte Antonio David Fiore, funzionario responsabile della basilica – che illustrerà l’intervento di restauro.
FINANZIAMENTI. L’intervento di recupero si è reso possibile grazie a un accordo, a mano a mano rinnovato e perfezionato negli anni, tra il Segretariato regionale beni culturali e l’associazione Panta Rei, che dopo il sisma ha promosso raccolte fondi per finanziare, inizialmente, il recupero di una porzione del pavimento della basilica. Dopo l’intervento dell’Eni a sostegno del restauro dell’imponente monumento, i fondi raccolti da Panta rei sono stati destinati al recupero delle opere e via via la donazione è stata implementata sino a raggiungere la cifra di 47.200 euro.
IL GRUPPO DI LAVORO. Il piano di restauro dei dipinti era stato seguito al suo avvio da Bianca Maria Colasacco, storico dell’arte della Soprintendenza per L’Aquila e il cratere. A sbloccare la situazione, dopo il suo pensionamento, è stata la costituzione, a supporto del Segretariato quale stazione appaltante, di un gruppo di lavoro ad hoc.
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