Le reazioni: una grande perdita per tutti

23 Giugno 2020

Il professor Grossi di Luco dei Marsi ricorda la passione per l’arte sacra e gli accenni di astrattismo

AVEZZANO. Tanti i messaggi di cordoglio che professionisti e intellettuali della Marsica hanno voluto rivolgere al Maestro Marcello Ercole, artista apprezzato e uomo stimato. «Persona squisita, modesta, nonostante la fama di respiro internazionale, e artista bravo, geniale e capace di emozionare». Così il professor Giuseppe Grossi, di Luco dei Marsi, ricorda il pittore anche lui originario della città di Angizia poi approdato ad Avezzano nel dopoguerra. «Uomo eccezionale, emotivo, dai grandi valori morali e dal profondo senso di amicizia, dal punto di vista artistico ha saputo dare molto all’immagine della Marsica», prosegue Grossi, «ricordo come il Velino e il Fucino fossero molto ricorrenti nelle sue opere caratterizzate da schematizzazioni vicine alla realtà. Aveva dedicato gli ultimi 30 anni di carriera all’arte sacra e per questo veniva molto apprezzato in Vaticano. Pur rientrando nella categoria dei pittori contemporanei, le sue creazioni sono ancora figurative con lievi accenni di astrattismo ricorrenti principalmente nelle vetrate».
Con il pennello sempre in mano e la tela sul cavalletto, Ercole ha saputo coniugare l’amore per l’arte con quello per la sua famiglia. Padre amorevole e marito straordinario, si addormentava ancora mano nella mano con la moglie Wanda, come fosse il primo giorno.
«Marcello Ercole è stato simbolo di una eccellenza nell’arte figurativa, che ha varcato i confini della Marsica, dell’Abruzzo e dell’Italia», dice l’avvocato avezzanese Giampiero Nicoli, «Maestro di una pittura che ha assorbito la lezione delle grandi correnti contemporanee e l’ha restituita con assoluta originalità formale e contenutistica nelle opere che hanno attraversato una varietà di espressioni, dai gioielli di piccoli dipinti, a grafiche, a grandi pitture e vetrate policrome delle chiese. Talento arricchito dalla costante cordialità e riservatezza. Viviamo con dolente consapevolezza il suo trapasso, pur potendo compiacerci nell’ammirazione delle sue produzioni d’arte che sovrastano la contingenza del tempo».
«Dall'incredibile semplicità e rara disponibilità, ad Avezzano ha saputo portare bellezza, cultura e notorietà», dichiara Flavia De Sanctis, responsabile dell’associazione Antigua, ex vicesindaco e assessore della giunta Spallone. «Sempre sorridente, mai superbo, schivo e umile, il Maestro Ercole non ha fatto mai pesare a nessuno bravura, fama e grandezza. Anzi in alcune occasioni era lui a farsi avanti chiedendo aiuto o consiglio. Resterà un buon esempio per la città di Avezzano che con lui perde un artista importante e famoso, ma anche un gentelman d'altri tempi di quelli che oggi, putroppo, non si trovano più». Ercole è l’ultimo superstite di quel gruppo di artisti che nell’Avezzano degli anni ‘50 fondò il “Circolo dell'Unione” e istituì il famoso Premio Avezzano dedicato alle arti figurative. Per il prezioso contributo artistico e la notorietà internazionale conferita alla Marsica, nel 2004 è stato insignito del premio Rotary e cinque anni dopo del Lion d’oro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA