Le reliquie di San Cesidio da Fossa nella basilica di San Bernardino

L’AQUILA. Da ieri pomeriggio le relique di San Cesidio da Fossa (sacerdote e martire dell’eucarestia, 30 agosto 1873-4 luglio 1900, al secolo Angelo Giacomantonio) sono nella basilica di San...
L’AQUILA. Da ieri pomeriggio le relique di San Cesidio da Fossa (sacerdote e martire dell’eucarestia, 30 agosto 1873-4 luglio 1900, al secolo Angelo Giacomantonio) sono nella basilica di San Bernardino. La cerimonia è stata organizzata in occasione del ventesimo anniversario della canonizzazione di San Cesidio da parte di Giovanni Paolo II e a 120 anni dal martirio avvenuto in Cina. Le reliquie del Santo sono state poste nella cappella della Sacra Famiglia dove è stata posizionato anche un quadro raffigurante il martirio del Santo opera dell’artista abruzzese Gigino Falconi. La cerimonia è iniziata con una parte introduttiva nel corso della quale padre Daniele Di Sipio, rettore della basilica di San Bernardino, ha dato il benvenuto agli ospiti. C’erano fra gli altri il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e quello di Fossa, Fabrizio Boccabella, il prefetto Cinzia Torraco e i vertici locali di polizia, carabinieri e Guardia di finanza. Hanno partecipato anche le Congregazioni di molti paesi dell’Aquilano. Il Molto reverendo padre (Mrp) Massimo Fusarelli, ministro provinciale dei Frati minori di San Bonaventura, ha parlato della «figura e della santità di San Cesidio». Alle 18.30 è iniziata la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Cardinale Giuseppe Petrocchi (ha concelebrato il nunzio, monsignor Orlando Antonini) che nell’omelia ha parlato della figura di San Cesidio mettendola in relazione con Santa Teresa di Gesù Bambino (ieri era il giorno dedicato a lei dalla Chiesa) patrona delle missioni e dottore della Chiesa. Alla fine della messa c’è stata la deposizione delle reliquie di San Cesidio nella cappella della Sacra Famiglia dove come ha detto padre Daniele «rimarranno per sempre». Il maestro Gigino Falconi in un suo brevissimo intervento ha affermato che realizzare l’opera su San Cesidio, ucciso e bruciato durante la rivolta dei Boxer (una setta che dava la caccia a tutti gli occidentali) non è stato facile. «La crudeltà del tema» aveva detto qualche giorno fa in un’intervista al Centro «si è rivelata una sorta di sfida, un’impresa che mi ha tenuto occupato quasi un intero anno. Ci ho lavorato pensandolo, e quindi modificando il dipinto in più riprese. Non so quanto possa risultare moderno, ma di fatto sono riuscito ad esprimere un argomento sacro con il mio stile ormai riconoscibile». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

