Le scuole sono in sciopero: «In classe si battono i denti»

La rabbia degli studenti di Industriale, Classico e Liceo “Croce”. Negli istituti 14 gradi Di Pangrazio accusa la Provincia: «È evidente che l’organizzazione non ha funzionato»
AVEZZANO. Mancano dieci minuti alle 8 quando uno studente misura la temperatura in un’aula: 14 gradi. Troppo pochi e il passaparola è così veloce che la scuola si svuota. Oltre 500 ragazzi si ritrovano all’esterno, malgrado i - 8°, e danno vita all’ennesima protesta. Accade all’Istituto industriale “Majorana”. Ma scene più o meno simili si ripetono al Liceo “Croce” e al Classico. Gli studenti delle superiori protestano e scioperano perché secondo loro le scuole gestite dalla Provincia dell’Aquila sono al freddo.
Una delegazione di studenti dell’Iis “Majorana” si è presentata anche sotto le finestre degli uffici della Provincia di Avezzano e alcuni ragazzi sono riusciti a parlare, al telefono, con il responsabile degli impianti termici nelle scuole. «Nelle classi c’era una temperatura di 14°, il giorno precedente non arrivava a 10°», affermano gli studenti, «i termosifoni sono accesi, ma la scuola ha carenze strutturali. Basta guardare le finestre coperte da carta o scotch. Non si può fare lezione tra continui spifferi. Nelle classi si battono i denti. Alla Provincia abbiamo chiesto una settimana di tempo per avere delle risposte. Siamo pronti a nuove proteste».
Al Classico, ieri mattina, è stata registrata una temperatura di 13° e gran parte dei ragazzi si è ritrovata in palestra per un’ora di assemblea straordinaria. Al termine molti ragazzi hanno lasciato l’istituto.
Altro giorno di protesta anche al Liceo “Croce” in via Cavalierdi di Vittorio Veneto, mentre all’Agrario le lezioni sono state regolari.
Il sindaco Gianni Di Pangrazio ha parlato di emergenza e ha scritto una nota al presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, per chiedere «chiarimenti in merito alla gestione degli impianti di riscaldamento delle scuole superiori della città».
«È evidente che l’organizzazione messa in campo dall’amministrazione provinciale non ha funzionato», dichiara il sindaco, «non ci si può permettere di non tenere i termosifoni accesi a pochi giorni dalla riapertura delle scuole. In questi giorni i miei uffici hanno ricevuto una delegazione di ragazzi del Liceo pedagogico Croce che ci hanno chiesto di sensibilizzare la Provincia. Per questo, visto il prolungarsi delle avverse condizioni climatiche, mi auguro che l’amministrazione provinciale possa rimediare al più presto, assicurando un’efficace manutenzione degli impianti di riscaldamento degli istituti scolastici e al contempo prolungarne il periodo di accensione. Se necessario, poi, potrebbe aumentare il numero degli elementi dei termosifoni, visto che, come segnalatoci, in molte aule sono insufficienti. Il Comune di Avezzano è a completa disposizione, qualora si renda necessaria la collaborazione per risolvere la situazione quanto prima».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

