Le statue della Via Matris bloccate dalla burocrazia

Passacantando (Confraternita): le opere dei Sette Dolori di Walter Di Carlo da installare lungo il tracciato della Madonna Fore, ma il Comune non risponde
L’AQUILA. La Via Matris alla Madonna Fore, sulla collina di San Giuliano, uno dei luoghi più frequentati dagli aquilani.
Il progetto è pronto, con le sette sculture che rappresentano i Sette Dolori della Madonna, opere dell’artista aquilano Walter Di Carlo, pronto a donarle alla comunità aquilana e alla Confraternita della Madonna Fore. Ma c’è un intoppo burocratico che da almeno un anno sta tenendo fermo il progetto, a livello di giunta comunale, per installare le sculture lungo il tracciato di 1 chilometro e 700 metri della via che porta da San Giuliano alla Madonna Fore, che dovrebbe rappresentare, secondo il progetto, la Via Matris, ovvero la Via dei Sette Doliri dell’Immacolata Concezione, dall’incontro con Simeone nel Tempio per la purificazione di Gesù Bambino («anche a te una spada trafiggerà l’anima»), alla deposizione sotto la Croce e la tumulazione.
Il progetto della Via Matris della Confraternita dell’Addolorata, come spiega Sergio Passacantando, e stato già approvato dai Beni culturali e dalla Curia aquilana e visionato dall’Ufficio ambiente del Comune.
Ma da un anno non riesce ad andare oltre.
«Dal Comune ci hanno fatto sapere che gradirebbero collocare le sculture di Walter Di Carlo lungo la Via Mariana, a Roio, dove, però, ci sono già le Stazioni della Via Crucis», spiega Passacantando. «Noi, invece, vorremmo valorizzare il santuario mariano della Madonna Fore, dove sono stati eseguiti degli interventi importanti di messa in sicurezza, sia della chiesetta che dell’area circostante, con un conributo della Fondazione Carispaq di oltre 200 mila euro».
«Teniamo a precisare», spiega Sergio Passacantando, «che noi non prendiamo un centesimo e lo stesso vale per lo scultore, Walter Di Carlo. Lo chiamiamo “progetto” per una questione di praticità, ma in realtà non si tratta neppure di un progetto, perché non si deve fare alcun lavoro particolare, se non un piccolo scavo in un punto del sentieri che porta da San Giuliano alla Madonna Fore. Per il resto, si tratta di posizionare le sette sculture. Aspettiamo solo l’ok della giunta comunale».
«Se qualcuno volesse sponsorizzare le sculture, il ricavato andrebbe interamente in beneficenza, in solidarietà per famiglie bisognose che stiamo curando», dice Walter Di Carlo, «io ho modellato queste sculture non su commissione o per guadagnarci, ma perché ho sentito dentro di me che dovevo realizzare queste opere, una sorta di ispirazione», ha sottolineato l’artista aquilano, ex forestale e oggi dipendente del complesso Museale, che ha il suo “studio” all’aperto, nella Gola del Vento, nel canalone che scende da San Giuliano tra San Francesco e Valle Pretara.
Da un masso informe di pietra, Walter Di Carlo ha realizzato sculture che “parlano al cuore”, di una perfezione nei dettagli che sembrano realizzate al computer. «Invece nascono dalle mie mani, dal cuore e dallo scalpello», confessa l’artista, che ha realizzato opere post-sisma che oggi fanno bella mostra sulle rotatorie alle porte dell’ingresso in città dalla parte Est e davanti alla questura, oltre che in alcune chiese, come quella di San Giuseppe Artigiano, in via Sassa.
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