Le suore chiudono la scuola «Pochi bimbi e vocazioni»

11 Giugno 2020

Il decreto della superiora mette fine a un secolo di storia. L’istituto ospita 150 alunni Sit-in di genitori, preside e insegnanti: «Questo provvedimento va revocato» 

AVEZZANO. L’Istituto Sacro Cuore si avvia verso il suo ultimo anno scolastico. Con un decreto firmato da suor Leda Pieropan, superiora provinciale delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, è stato comunicato l’ultimo atto della storica struttura di Avezzano, che vanta un secolo di storia: a settembre riprendono le lezioni, ma sarà l’ultima volta. Ma i genitori degli alunni non si danno per vinti e ieri hanno organizzato una manifestazione per avviare una battaglia volta a salvare la scuola.
IL DECRETO. Era nell’aria da tempo, ma nessuno pensava a una decisione così immediata e senza confronto. L’ordine religioso ha deciso di dare lo stop già da settembre non formando la prima classe, alla quale si erano iscritti 8 bambini. Il motivo? Secondo quanto scritto da madre Pieropan sul decreto la scelta è da ricercare in una serie di fattori: «Mancanza di vocazioni religiose, la diminuzione delle nascite e degli alunni, le rette troppo basse rispetto alle spese a carico della scuola, l’aumento continuo del personale laico e conseguentemente l’aumento delle spese di gestione, tassi e continui lavori di messa a norma degli ambienti e tanto altro». Per le mamme e i papà dei 150 bambini che frequentano centro gioco, scuola per l’infanzia e scuola primaria però sono motivazioni insufficienti a giustificare un addio.
LA PROTESTA. Le mamme e i papà non si sono fatti intimorire dal maltempo e ieri pomeriggio si sono dati appuntamento a via Mazzini per dire no alla chiusura. «Questa struttura poteva andare in soccorso della scuola pubblica, ma nessuno ci ha pensato», commenta Simona Iacoboni, mamma di un alunno, «dobbiamo dire con forza no a questo decreto e chiederne la revoca. Abbiamo il miglior corpo docente ed è qui che vogliamo far crescere i nostri bambini». Negli ultimi giorni, i rappresentanti dei genitori si sono incontrati più volte per capire come poter intervenire. In molti si sono detti pronti anche a sovvenzionare la scuola pur di non farla chiudere. «Abbiamo fatto una scelta politico cristiana e vogliamo verità per i nostri bambini», evidenzia Michele Celeste, papà di una bimba, «una struttura antisismica al centro di Avezzano fa gola a tanti, ma prima però fa gola ai nostri figli». Perplesso per l’accaduto anche il preside Marco Ridolfi che da 4 anni dirige l’istituto. «Bisogna essere trasparenti», precisa, «nessuna suora tra quelle deputate a prendere questa decisione ha mai avuto l’esigenza di incontrarmi. Resto titubante. Essendo preside da quattro anni, sono venuto a conoscenza con i genitori di quello che stava accadendo. Ci sono state tante proposte di rilancio negli anni, sempre bocciate. Dove sta quindi la concretezza? Servono garanzie prima di tutto».
LA PROPOSTA. Suor Carla Venditti, presente alla manifestazione, ha chiesto aiuto per il Sacro Cuore in modo sibillino. «Servono persone che ci appoggino», afferma, «noi non siamo sprovvedute e non vogliamo mettere fango su nessuno. Ci sono dinamiche che non conosciamo, le parole se le porta il vento». Al termine degli interventi una delegazione di genitori ha incontrato separatamente il preside e le suore. Hanno preso parte alla manifestazione alcuni esponenti politici locali, tra i quali l’ex sindaco Gianni Di Pangrazio, il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi, il coordinatore provinciale Lega, Tiziano Genovesi, Armando Floris, Alfredo Chiantini e Marco Natale.
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