Lega-FI, l’accordo sfuma E Di Pangrazio ringrazia

Pagano: «Porte in faccia». D’Eramo: «No agli apparentamenti per le poltrone» L’ex sindaco strizza l’occhio agli altri avversari sconfitti Babbo e Del Boccio
AVEZZANO. Caselle degli apparentamenti vuote nella sfida decisiva tra i candidati a sindaco Gianni Di Pangrazio (8.033 voti) e Tiziano Genovesi (5.470): per evitare di perdere qualche compagno di viaggio della prima ora, dopo aver valutato i pro e i contro delle alleanze ufficiali, entrambi i competitor della partita finale in agenda domenica e lunedì, che consegnerà la città alla nuova amministrazione, hanno mantenuto l’assetto originario.
L’ex primo cittadino (dal 2012 al 2017), che si giocherà la partita con al fianco le 8 liste con i simboli della città e della Marsica, tesse la tela con gli altri gruppi civici, mentre il segretario provinciale della Lega, alla guida dei 4 partiti di centrodestra, o meglio, il coordinatore regionale del Carroccio, Luigi D’Eramo, sbatte la porta in faccia a Forza Italia. «Al ballottaggio ad Avezzano», afferma il coordinatore regionale azzurro, Nazario Pagano, «visto che a Chieti il simbolo di Forza Italia non c’è, poteva scattare la ricomposizione politica del centrodestra dopo la divisione al primo turno, per le note vicende, dove abbiamo sostenuto, con ottimi risultati, la professoressa Anna Maria Taccone. Visto che per il candidato del centrodestra non è una partita facile, poteva essere una buona occasione per superare le divisioni del primo turno, ma ci hanno sbattuto la porta in faccia. In bocca al lupo».
Neanche il ballottaggio, quindi, dove il candidato di centrodestra, che al primo turno ha ottenuto oltre il 10% di voti meno dell’avversario, farà scattare la ricomposizione della coalizione. «I confronti tra i preposti di Forza Italia e Lega, in questi giorni, sono stati continui e molteplici in vista dell’imminente ballottaggio», sostiene il coordinatore D’Eramo, «a cui la Lega guarda con la massima responsabilità nei confronti dei cittadini di Avezzano. Appare dunque evidente che Forza Italia non sia stata estromessa, né tanto meno strattonata; noi ragioniamo di programmi e non di posti in giunta, quindi abbiamo rifiutato l’apparentamento tecnico. Avremmo voluto un’apertura per un ragionamento politico sullo sviluppo della città di Avezzano. Nessuno, però, impedirà agli amici di Forza Italia di votare per Tiziano Genovesi, anzi ce lo aspettiamo vista l’alternativa delle liste mascherate del Pd. Le sorti di Avezzano sono nelle mani dei cittadini, loro con il voto di domenica prossima saranno i fautori della prossima consiliatura».
Anche Genovesi confida nel voto degli azzurri e rinvia la «ricomposizione del quadro politico», sottolinea, «a dopo la vittoria al ballottaggio».
Centrodestra diviso, quindi, anche nella partita del 4 e 5 ottobre: ma dove andranno i quattromila voti conquistati dalla coalizione dei moderati a guida azzurri? «A stretto giro», spiega Pagano, «ci riuniremo per decidere se lasciare libertà di voto».
Decisione alle porte anche per la coalizione capitanata da Antonio Del Boccio, la sorpresa delle elezioni amministrative anticipate. «All’inizio della settimana decideremo, tutti insieme», dichiara, «la strategia per il voto in vista del ballottaggio». Al primo turno il capitano della polizia provinciale, che dovrebbe entrare in consiglio comunale solo con la vittoria di Di Pangrazio (e ciò inciderà sulle scelte), ha ottenuto oltre il 6% dei voti. Resta sotto coperta, almeno per il momento, il terzo classificato, Mario Babbo, che guidava la coalizione mista civico-centrosinistra. Ma le strade tra Di Pangrazio e Babbo sembrano molto vicine.

