Legge anti-violenza sul modello Lazio a tutela delle donne

11 Maggio 2019

AIELLI. Legge regionale anti-violenza da «adeguare seguendo il modello del Lazio». Questa è la strada maestra da seguire per i promotori della Casa delle donne della Marsica che, dopo un incontro...

AIELLI. Legge regionale anti-violenza da «adeguare seguendo il modello del Lazio». Questa è la strada maestra da seguire per i promotori della Casa delle donne della Marsica che, dopo un incontro alla Casa internazionale delle donne, a Roma, con Marta Bonafoni e Cecilia D’Elia, incentrato sulla legge regionale antiviolenza del Lazio, darà vita a una serie di inziative anti-femminicidio. L’obiettivo? Arrivare a produrre una bozza modello per l’Abruzzo.
All’incontro, organizzato da Oria Gargano, presidente di Befree, e Valeria Mancini, assessore del Comune di Aielli, promotrice del piano di sostegno alla Casa delle donne nella Marsica, hanno partecipato il consigliere regionale Giovanni Legnini, già vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, il presidente della Commissione pari opportunità del comune di Avezzano, Maria Antonietta Dominici, e l’assessore del Comune di Luco dei Marsi, Valentina Angelucci.
«La conoscenza del territorio e la difficoltà di applicazione concreta di pratiche di prevenzione del femminicidio», afferma l’assessore Mancini, «ha portato operatori antiviolenza e amministratori locali a interrogarsi sulla necessità di rivedere la legge regionale antiviolenza della Regione Abruzzo, magari mutuando tutte le pratiche seguite dalle esperte da Bonafoni e D’Elia nella costruzione del testo normativo della regione Lazio. Accolgo questo primo risultato con determinazione, ma senza entusiasmi, perché ci sarà poco da festeggiare finché sarà necessario occuparsi di femminicidio. Il sogno di ogni politica che si occupa di violenza di genere è vedere diventare inutile il proprio lavoro».
Nella Marsica il piano di sostegno vede coinvolti 14 Comuni ed è seguito dalle operatrici Daniela Senese, Marielisa Serone e Anna Paolini.
«Non ha solo un ambito di azione locale», conclude Mancini, «ma aspira a essere una buona prassi da diffondere e pubblicizzare. Il fatto che parta da Aielli e dalla Marsica dimostra la sensibilità e l’apertura mentale della nuova classe politica marsicana». (m.s.)
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