Legge ricostruzione: ecco le modifiche presentate dal Pd

14 Luglio 2015

Chieste correzioni sull’incompatibilità tra tecnici e imprese Ricompare la white list eliminata dal ministero dell’Interno

L’AQUILA. Viaggia su due binari il pacchetto di emendamenti all’articolo 11 del decreto sugli enti territoriali, dedicato alla ricostruzione post-sisma.

Ci sono modifiche migliorative e aggiuntive, che verranno illustrate già da oggi, in commissione Bilancio, per poi passare all’esame dell’aula, dove uno dei due relatori è la senatrice abruzzese Federica Chiavaroli. Il decreto va convertito in legge entro il 18 agosto, ma l’obiettivo del governo è averlo pronto all’inizio del prossimo mese. Conclusa la lunga serie di riunioni e consultazioni che miravano a correggere il tiro dei 16 commi dell’articolo e a placare l’onda del dissenso, la senatrice Stefania Pezzopane ha presentato i contenuti del testo emendato, affiancata dal vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli.

Tra gli emendamenti aggiuntivi, ricompare la cosiddetta “white list” delle imprese, che era stata eliminata su input del ministero dell’Interno. «L’abbiamo ripresentata sic et simpliciter, insieme agli albi reputazionali», hanno spiegato all’unisono Pezzopane e Lolli, «visto che siamo un territorio che vuole essere governato con regole certe e trasparenti e, se serve, anche essere controllato. Se lo Stato ritiene che non ci sia bisogno di questi strumenti, ce lo dica chiaramente». Il Viminale avrebbe cassato la norma sull’elenco delle ditte affidabili da impiegare nel processo di ricostruzione, «per non caricare di troppo lavoro le prefetture».

La senatrice Pezzopane ha anche provato a inserire il riconoscimento dell’indennizzo per gli immobili destinati alle attività ricettive («ma ci vuole la copertura finanziaria e una stima certa») e la proroga dei contratti al personale precario del Comune dell’Aquila e dei Comuni del cratere («ma difficilmente sarà accolta nel decreto, e allora si dovrà agire con le delibere Cipe e le leggi di Stabilità»).

Si tenta di far passare anche l’esclusione dei Comuni del cratere dalla contribuzione al fondo di solidarietà (ora al 50%). E la possibilità, da parte del Comune dell’Aquila, di acquisire gli alloggi delle società cooperative.

Gli emendamenti firmati dalla Pezzopane sono in gran parte stralciati dalla legge sulla ricostruzione che porta il suo nome – che seguirà un iter proprio – e sono stati già trasferiti al sottosegretario Paola De Micheli, «con buona possibilità di essere accolti». Inizia dunque ora la battaglia in parlamento. Tra le correzioni apportate, nel comma 1 viene inserita l’attestazione Soa e l’autocertificazione sostitutiva della certificazione antimafia, mentre nel comma 2 si elimina l’incompatibilità tra progettisti e aziende, inserendo però il paletto dei rapporti di parentela. Nel comma 7 si cancellano le parole “e concordato preventivo” («in pratica i contratti non possono essere ceduti») e nel comma 12 si cerca di allargare i destinatari delle ricorse del 4% destinate alle attività produttive, includendo le istituzioni culturali e le associazioni turistiche. Si prevedono anche penali e sanzioni su tutte le tipologie di ritardi nei lavori, («anche quelli imputabili alle società che erogano i servizi»), si dà la possibilità di ricostruire ad ascendenti e discendenti e di intervenire sulle seconde case negli aggregati, anche nei centri storici delle frazioni e dei Comuni. Per quanto riguarda i beni ecclesiastici inseriti in aggregati (come la cattedrale di San Massimo), vengono equiparati ai beni pubblici e la stazione appaltante può acquisire i progetti già redatti.

Romana Scopano

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