Legionella, individuato il batterio “nascosto” dentro lavabo e doccia

29 Ottobre 2022

La carica trovata nella casa della donna morta era molto più potente di quella della persona guarita L’Ater ha avviato i controlli per la bonifica delle zone ritenute a rischio: continuano gli accertamenti

SULMONA. Scovato nel terminale della doccia e nel lavabo del bagno di casa il batterio della legionella che ha ucciso Luciana Pantaleo, la parrucchiera di 64 anni di Sulmona deceduta venerdì scorso mentre era ricoverata nel Policlinico Umberto I di Roma, proprio a causa degli effetti della malattia. Lo ha accertato l’Arta al termine degli esami eseguiti sui campioni prelevati nell’appartamento della donna.
L’Arta ha consegnato la risposta all’Asl, che a sua volta l’ha notificata ai familiari della donna, all’amministratore del condominio, all’Ater e al sindaco della città, evidenziando, come detto, che il batterio della legionella è presente nei terminali delle docce e nel lavabo. Inoltre sono state indicate anche le conseguenti prescrizioni con tutti i terminali individuati che dovranno essere immediatamente sostituiti, mentre sulle altre tubature dell’impianto idraulico è necessario eseguire lo choc termico nonché la pulizia di tutti i filtri presenti nei condizionatori.
Tuttavia l’elemento che emerge dopo gli esami eseguiti dall’Arta è che la carica del batterio della legionella era molto più forte nell’impianto idraulico di casa Pantaleo rispetto a quella trovata nell’abitazione dell’altra donna colpita da legionella, nel frattempo dimessa dall’ospedale: la carica accertata in casa Pantaleo è tre volte superiore a quella individuata nell’altro appartamento.
Un dato che potrebbe essere legato, secondo gli esperti, alla sostituzione della caldaia avvenuta nei due appartamenti di proprietà dell’Ater, nel mese di settembre scorso. Tutte situazioni sulle quali sono in corso controlli per risalire alle cause che hanno provocato la legionella, che le due donne avrebbero contratto per inalazione così come risulta dai prelievi. Anche l’Ater, per quello che le compete, ha avviato dei controlli mirati per procedere alla bonifica di quelle aree, ritenute a rischio, che potrebbero innescare altre situazioni potenzialmente pericolose.
Intanto, dopo essere tornata a casa e aver ringraziato i medici che l’hanno tenuta in cura, la donna che si è salvata dalla legionella ha voluto ricordare la sua amica scomparsa: «Io e Luciana eravamo molto legate e morire in questo modo grida vendetta. Per questo dico che se dai controlli saranno dovessero emergere responsabilità è giusto che chi ha sbagliato debba pagare».