Legnini: priorità a ferrovia e tribunale

17 Gennaio 2019

Teatro don Orione strapieno per il candidato presidente che assicura: «Colture del Fucino da salvaguardare»

AVEZZANO. Non era scontato. Aula convegni del don Orione strapiena per l'avvio della campagna elettorale del Pd trainata dal candidato alla presidenza, Giovanni Legnini, tornato in città per declinare la ricetta per il nuovo Abruzzo, con in cima alla lista il lavoro, la sanità e l'ambiente. In prima fila la gente comune, professionisti, imprenditori; poi il mondo cattolico, i sindaci. Poco più indietro, almeno in questa fase, i partiti.
L'ex vice presidente del Csm – definito un "bene comune" dal presidente del consiglio regionale e candidato Pd, Giuseppe Di Pangrazio, in corsa insieme a due donne, Rosa De Luca e Valentina Angelucci, assessori comunali a Carsoli e Luco dei Marsi – spinto alla candidatura dall'appello di 162 sindaci di diversi schieramenti, ha ribadito il profilo istituzionale della sua candidatura, delineato una stagione di riforme finalizzate a innovare le leggi regionali “testando” gli effetti sull' occupazione. E poi, migliorare il sistema sanitario e difendere e risanare l'ambiente. Legnini ha anche rimarcato «la sua abruzzesità. Sono nato e residente in Abruzzo», ha scandito il candidato alla presidenza della Regione, «nessuno poteva immaginare che sarebbe diventato un segno distintivo: gli abruzzesi dovranno pronunciarsi anche su questo. Non voglio fare comparazioni, ma non parlo del Movimento 5 Stelle: lì la differenza tra il dire e il fare è troppo elevata». Per Legnini l'avversario da battere è il litigioso centrodestra: «Era talmente sicuro di vincere», ha pungolato, «da andare a prendere uno a Roma. Hanno fatto sei liste, una è saltata subito, mentre il giorno della presentazione ufficiale, hanno cacciato la componente Udc. È la prima volta nella storia d'Abruzzo che una coalizione si sfascia ancora prima di partire, mentre Lorenzo Cesa, segretario nazionale del partito messo alla porta da Marsilio e dalla Lega, li ha definiti “quattro fascistelli”. C'è una distanza siderale tra noi: da una parte c'è una coalizione di destra, dall'altra i rappresentanti della società civile, dell'area cattolica e degli amministratori, col sostegno dei partiti». In cima alla lista delle priorità per la Marsica, Legnini ha messo la valorizzazione del settore agricolo fucense; la salvaguardia del tribunale e la velocizzazione della ferrovia Pescara-Roma: a partire dalla tratta che collega la Marsica con la capitale. «Vogliamo scrivere un'altra pagina per la nostra Regione. Nel 2007 col governo Prodi stanziammo 200 milioni di euro per la velocizzazione», ha ricordato Legnini in chiusura dell'affollata convention, «l'anno successivo con l'avvento dell'esecutivo Berlusconi, i fondi furono cancellati».
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