lentezza degli appalti, la replica al sindaco

«Il testo unico sugli appalti pubblici, di recente emanazione, prevede e definisce tutta la regolamentazione relativa alle opere pubbliche. Un iter stabilito e preciso, che non ammette deroghe». Fa...
«Il testo unico sugli appalti pubblici, di recente emanazione, prevede e definisce tutta la regolamentazione relativa alle opere pubbliche. Un iter stabilito e preciso, che non ammette deroghe».
Fa appello alla normativa vigente, il presidente dell’Ordine degli architetti della provincia dell’Aquila, Edoardo Compagnone (nella foto). Steccati e norme da cui non si può prescindere, anche se le stesse comportano un allungamento dei tempi per la ricostruzione post-terremoto degli edifici pubblici. Compagnone è chiaro e risponde così all’appello del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente
«Per espletare le procedure previste negli appalti pubblici esiste una tempistica stabilita per legge e indicata proprio nel Testo Unico, che ha riformato la materia», afferma il presidente degli architetti, «ciò può comportare, in alcuni casi, un percorso più lungo, come per gli edifici pubblici lesionati dal sisma dell’Aquila. Ma vanno seguite le regole».
Compagnone interveniene anche sulla diatriba relativa agli incarichi eccessivi conferiti ad alcuni studi tecnici di progettazione. Una mole di lavoro enorme, secondo Cialente, che costituirebbe un freno alla presentazione dei progetti.
«Come in tutte le buone famiglie», dichiara Compagnone, «ci sono tecnici che hanno agito con oculatezza e professionisti che, all’inizio, hanno fatto incetta di progetti. Forse, non rendendosi conto del grande impegno che ciò avrebbe comportato, anche in termini di tempi per la redazione e la presentazione degli elaborati. Ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono molti studi professionali che operano con celerità e danno adeguate risposte alle esigenze di una ricostruzione rapida, veloce, sicura, innovativa. Su questo, anche come Ordine, stiamo lavorando».
«Ora si tratta di mettere a punto», conclude il presidente provinciale dell’Ordine degli architetti, «una strategia che consenta di snellire i passaggi burocratici per la ricostruzione privata del post-terremoto, accelerando al massimo l’approvazione delle pratiche». (m.p.)

