Leone: il nuovo regolamento garantisce trasparenza

4 Febbraio 2016

L’AQUILA. «Il nuovo regolamento per la concessione dei contributi culturali, approvato dal consiglio comunale e concertato con tutte le associazioni della città, è uno strumento di cui l’amministrazio...

L’AQUILA. «Il nuovo regolamento per la concessione dei contributi culturali, approvato dal consiglio comunale e concertato con tutte le associazioni della città, è uno strumento di cui l’amministrazione si è dotata per rendere più trasparente e imparziale l’erogazione dei contributi della cultura». L’assessore Betty Leone replica alle tre associazioni culturali cittadine, che hanno denunciato disparità di trattamento nell’erogazione dei contributi comunali. «Il nostro obiettivo», sottoliena Leone, «non è certo quello di penalizzare o discriminare nessuno; al contrario, intendiamo valorizzare le varie realtà associative e offrire loro un ventaglio di opportunità più ampio. Il nuovo regolamento fissa una distinzione tra contributi ordinari, pluriennali e annuali. I primi sono attribuiti a enti, associazioni e istituzioni che accedono ai finanziamenti ministeriali, il cosiddetto Fus e dunque hanno progetti e un riconoscimento di qualità certificati dal ministero. Il nuovo regolamento in questo caso si limita a ribadire quanto già era previsto da quello precedente. La novità è che alla base della concessione del contributo pluriennale vi è la stipula di una convenzione triennale tra il Comune e le istituzioni ammesse al Fus. I contributi annuali, invece, sono concessi a sostegno dell’attività delle associazioni che hanno sede all’Aquila e che abbiano fatto domanda entro il 30 ottobre. Questi vengono concessi sulla base di una graduatoria, stilata da un commissione di esperti in ambito artistico-culturale, che attribuisce un punteggio a ciascun progetto, sulla base di criteri oggettivi. Il contributo ordinario annuale viene concesso alle prime cinque associazioni in graduatoria. Per evitare che il contributo annuale venga assegnato sempre alle stesse associazioni, chi ha beneficiato del contributo ordinario un anno non può beneficiarne l’anno successivo. Un criterio oggettivo, introdotto a tutela delle associazioni, in nome del’imparzialità, proprio per concedere tale possibilità a più realtà e non sempre alle stesse». (r.s.)

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