Lepre italica rarità nel Parco d’Abruzzo

Pubblicati i risultati dello studio dell’Università Federico II di Napoli: specie minacciata dalla caccia
PESCASSEROLI. Pubblicati i risultati delle prime indagini svolte nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sulla lepre italica, una specie minacciata, quasi sconosciuta, ma presente nell’area protetta abruzzese. A partire dal 2015 la presenza della lepre italica nel Parco è stata indagata su sette aree campione con l’uso di fototrappole e indagini genetiche su feci fresche raccolte su neve. Le analisi genetiche sono state svolte dal dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Napoli Federico II, partner con una lunga esperienza di ricerca sulla lepre.
Un dato interessante riguarda la presenza della varietà autoctona di lepre europea, cioè quella originariamente presente nella penisola prima delle immissioni di individui dall’estero. Dei 42 campioni genetici analizzati nel 2019, 22 risultano di lepre italica e 20 risultano di lepre europea. Tra questi ultimi, tre risultano appartenenti alla varietà arcaica meridiei, mentre i restanti campioni sono tutti riconducibili ad aplotipi provenienti da Germania, Ungheria, Austria, Serbia, Romania e Italia.
Le indagini future interesseranno anche nuove aree più marginali o comprese nella Zona di protezione esterna del Parco dove è permessa la caccia alla lepre europea per portare avanti una corretta politica di conservazione della lepre italica. A conclusione del progetto verrà elaborata una carta di distribuzione e saranno valutati eventuali interventi di miglioramento ambientale utili per favorire la presenza di questa importante specie che fa parte della biodiversità italiana. Il problema più immediato per la lepre italica è legato all’attività di caccia, permessa sulla lepre europea, ma vietata sulla lepre italica. Le due specie sono infatti molto difficili da distinguere sul campo, rendendo la specie italica un frequente bersaglio involontario dei cacciatori.
Per la lepre italica è stato elaborato uno specifico Piano d’azione nazionale a cura dal ministero dell’Ambiente e Tutela del territorio e del mare e dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che inserisce tra le priorità l’aggiornamento delle conoscenze sulla distribuzione della specie per mettere in atto azioni dirette di conservazione e gestione della specie stessa. (m.lav.)
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