LFoundry, cartellino rosso ai turni da 8 ore

Concluse le assemblee: no al modello prospettato dall’azienda. La trattativa si sposta a Confindustria
AVEZZANO. Cartellino rosso dai lavoratori LFoundry ai turni di 8 ore. E discussione apertissima sul futuro del sito. Le assemblee dei dipendenti del secondo stabilimento produttivo d’Abruzzo hanno espresso tutta la loro contrarietà al pensionamento del modello basato sulle 12 ore. L’ipotesi lanciata dai vertici aziendali, come soluzione voluta dalla Wuxi per tagliare il costo del lavoro, non ha trovato l’appoggio dei 1.500 dipendenti dello stabilimento del nucleo industriale. La start-up cinese, che a luglio scorso ha acquistato il 100% delle quote dell’azienda, oltre ad annunciare, tramite il leader del sito Maurizio D’Antiochia, l’investimento di 18 milioni e l’arrivo di 43 nuovi prodotti, ha suggerito di abbassare il costo del lavoro. La soluzione prospettata non è piaciuta ai lavoratori, che hanno dato mandato ai sindacati di proporre all’azienda una turnazione con due giorni di lavoro, uno smontate e due riposi. «Andiamo avanti per priorità, quindi registriamo tre buone notizie che l’azienda in queste settimane ci dice: la prima è che non chiude, la seconda è che nessuno perderà il posto di lavoro e la terza è che da alcuni mesi si fanno utili», commenta Roberto Di Francesco, Rsu Fiom-Cgil, «si continua però a parlare di turnazione quando il vero problema è il salario. Se il piano produttivo fosse reale questi problemi non dovrebbero esserci. Se si puntasse alla quantità, aumentando i livelli di produzione, e alla qualità elevando il costo dei prodotti, automaticamente si risolverebbero le problematiche emerse. Questa intenzione però sembra non esserci perché finora l’unico obbiettivo dell’azienda è quello di andare a riprendersi i soldi dalle tasche dei dipendenti».
Le intenzioni dei lavoratori sarano illustrate all’azienda, dai rappresentanti dei sindacati, giovedì 20 durante il nuovo incontro nella sede di Confindustria all’Aquila.
«Il documento, così come ci è stato presentato, non ci soddisfa», precisa Antonello Tangredi, segretario Fim-Cisl L’Aquila, «per 20 anni i dipendenti hanno plasmato la loro vita sulle 12 ore e ora non gli si può chiedere di fare un passo indietro. Ci si nasconde discutendo del costo del lavoro perché non si hanno altri argomenti da trattare».
Secondo Angelo Gallotti, segretario provinciale Uilm-Uil «abbiamo concluso il ciclo di assemblee e ci prepariamo all’incontro con Confindustria, che sarà molto importante. Le 8 ore non sono state recepite nel migliore dei modi da chi lavora all’interno della Clean room e questo è significativo: c’è dissenso e ne va preso atto. Noi vogliamo impegnarci per non far perdere posti di lavoro e salario agli operai. Siamo all’inizio e sicuramente la situazione si evolverà, ma ci impegneremo per tutelare i dipendenti».
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