LFoundry, chiamato in causa il ministero

Le organizzazioni sindacali chiedono un tavolo romano per la vertenza sul futuro dello stabilimento
AVEZZANO. Le organizzazioni sindacali chiedono di portare il caso LFoundry sul tavolo del ministero dello Sviluppo e del made in Italy. I cinque giorni di sciopero hanno dato il là ai rappresentanti sindacali di stabilimento e ai responsabili delle segreterie territoriali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm- Uil di alzare il tono della discussione e riportare la situazione dei 1.400 dipendenti del sito industriale, dove si producono memorie volatili e sensori d’immagine, fuori dallo stabilimento. Nei cinque giorni di sciopero, infatti, i rappresentanti dei lavoratori hanno avuto modo di interloquire nei sit-in con il senatore, Michele Fina, l'assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, con i consiglieri regionali Marianna Scoccia, Massimo Verrecchia, Pierpaolo Pietrucci e Maria Assunta Rossi, e di ricevere il sostegno del primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio. Una chiara risposta da parte del territorio che ha mostrato vicinanza e interesse per questa vertenza. Ragione per la quale ora le parti sociali non vogliono fermarsi qui e stanno lavorando per poter arrivare a palazzo Piacentini a Roma. Il taglio sulla busta paga di 140 euro degli extra minimi, compensi aggiuntivi previsti dal contratto dei metalmeccanici, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha spinto i sindacati a proclamare i 5 giorni di sciopero che hanno avuto una partecipazione dell’80%. «Altissima l’adesione allo sciopero, su tutti i turni e trasversale la partecipazione, per mansioni professionalità e ruoli», hanno precisato i rappresentanti sindacali di stabilimento, unitamente alle segreterie territoriali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, «ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori per l’azione di protesta che nessuno può più ignorare: siamo preoccupati per le prospettive dello stabilimento, sia dal punto di vista della tenuta del livello tecnologico, sia per la criticità del mercato di riferimento, con tutti i risvolti economico-occupazionali annessi. La risposta delle istituzioni non si è lasciata attendere ed è stato convocato un tavolo in Regione, (dipartimento del Lavoro e delle attività produttive) per martedì alle 15.30. Nel pomeriggio di lunedì, invece, incontreremo i rappresentanti nazionali di Fim, Fiom e Uilm, c per preparare gli approfondimenti necessari alla vigilia dell’incontro ministeriale che speriamo venga convocato prima delle chiusure amministrative di agosto». (e.b.)
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