LFoundry, precari senza il bonus I sindacati: «L’azienda ci ripensi»

Contestata la scelta di assegnare i 200 euro solo ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato Cgil e Uil: su welfare e premialità niente distinzioni, gli aiuti vanno estesi ai 300 lavoratori interinali
AVEZZANO. Esclusi dal welfare aziendale perché precari. Un altro duro colpo per i 300 lavoratori in somministrazione di LFoundry che hanno un ruolo chiave nella produzione dell’azienda più grande del territorio dove si producono memorie volatili e sensori d’immagine.
I vertici del sito hanno annunciato che, usufruendo del decreto statale “Sostegni bis”, hanno deciso di concedere un bonus di 200 euro ai 1.400 dipendenti dello stabilimento del nucleo industriale di Avezzano. Dal welfare, però, sono stati esclusi i lavoratori interinali che si occupano della movimentazione dei lotti e dettano i tempi per la consegna del materiale. Dopo mesi di sofferenza, a causa del mancato rinnovo dei contratti in scadenza e della riconferma solo di parte degli interinali che avevano avuto già esperienza nello stabilimento, è arrivato l’ennesimo colpo alla vigilia di un Natale che per loro non sarà del tutto sereno.
Il segretario nazionale Uil- Temp Maurizio Sacchetta ha ricordato che dei circa 80 lavoratori che erano stati l asciati a casa da fine marzo per raggiungimento dei 36 mesi di lavoro 50 hanno visto il riassorbimento attraverso un contratto in staff leasing tramite un’agenzia.
«Ci sarà un riassorbimento di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori ancora a casa? Ci sarà la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti di coloro che raggiungeranno prossimamente i 36 mesi di lavoro? Ad oggi», sostiene il sindacalista, «l’azienda è ancora trincerata nel massimo silenzio sulla sorte di lavoratrici e lavoratori che risultano avere un datore di lavoro diverso, ma che sostanzialmente vivono la realtà LFoundry ormai da anni e che a tutti gli effetti sono il motore pulsante della produzione. Auspichiamo che LFoundry possa continuare a dar seguito alle richieste dei suoi somministrati e che dimostri di volerli tenere vicini elargendo in egual misura premialità e welfare programmati per tutti gli altri dipendenti, mantenendo così valida la legge europea sulla parità di trattamento della somministrazione».
Critici sulla mancata erogazione dei 200 euro di bonus ai lavoratori precari anche la Nidil- Cgil e la Fiom-Cgil.
Il bonus una tantum di 200 euro andrà, infatti, secondo quanto previsto dall’azienda solo ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato che lavorano in amministrazione o in produzione. «I lavoratori in somministrazione nello stabilimento LFoundry sono circa 300», hanno evidenziato i sindacalisti della Cgil, «costituiscono ormai una forza lavoro strutturale e non rappresentano un’esigenza momentanea legata per esempio a picchi produttivi. Speriamo vivamente che questa decisione dei vertici aziendali di escluderli dal welfare venga riconsiderata e che, dunque, anche i precari possano beneficiare di questo aiuto economico».
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