LFoundry pronta a cedere la centrale di alimentazione

Piano paventato per abbattere i costi dell’energia elettrica, sindacati preoccupati Domani un confronto tra proprietà e Cgil, Cisl e Uil: «Sarebbe l’ennesima fuga»
AVEZZANO. LFoundry pronta a cedere la centrale che alimenta lo stabilimento: l’annuncio è stato dato nei giorni scorsi, durante gli incontri con i lavoratori. Tra le soluzioni paventate dai vertici dello stabilimento, per ridurre i costi dell’energia elettrica, c’è quella di dare a terzi la centrale a gas che alimenta la fabbrica. Domani i sindacati incontreranno l’azienda. Nelle riunioni dei membri del team è stato sollevato il problema dell’aumento dei costi delle materie prime, a cominciare proprio dall’energia. Una questione dibattuta da giorni a livello mondiale. Tanto basta per rialimentare i venti di crisi che da tempo soffiano sulla fabbrica di Avezzano che opera nel settore della microelettronica (semiconduttori) e produce sensori d’immagine (Cis). «Se fosse confermata la dichiarazione dell’amministratore delegato sarebbe un’ennesima fuga in avanti, dal momento che questa notizia andava annunciata durante un tavolo sindacale e non in un incontro con i lavoratori», evidenzia Alessandro Maurizi, rsu Fim-Cisl, «si tratterebbe di un altro piccolo smembramento dell’azienda e si perderebbe un pezzo importante al livello produttivo del sito. Non capisco perché la cogenerazione non dovrebbe essere un’opportunità per noi e dovrebbe diventarla per qualcun altro?».
La cessione comporterebbe inevitabilmente anche il passaggio di un numero di dipendenti da LFoundry alla nuova società che gestirebbe la centrale. Questo è uno degli aspetti che più preoccupa le sigle sindacali. «Mi dispiace che siamo arrivati a questo punto e che il confronto sindacale ci sia solo perché l’azienda è obbligata a farlo, come da contratto», ha commentato Roberto Di Francesco, rsu Fiom-Cgil, «nell’incontro ci aspettiamo che si parli di piani di investimenti e di iniziative concrete per il sito».
Se venisse confermata questa cessione sarebbe la terza in ordine di tempo dopo quella del 2013 quando Micron passò tutto a Marsica Innovation Technology e quella di maggio scorso con Sparc eu con l’area marketing.
Per Andrea Campione, rsu Uilm-Uil «se fosse confermata, la notizia sarebbe preoccupante perché la cogenerazione potrebbe essere il primo tassello di uno spacchettamento dei vari dipartimenti del sito avezzanese». (e.b.)
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