LFoundry, si tratta sulle uscite incentivate

Si apre il confronto anche sulla stabilizzazione dei precari, sui carichi di lavoro e sullo smart working
AVEZZANO. Parte la trattativa per i contratti di espansione in LFoundry. Si è concretizzata la possibilità di aprire una discussione per il futuro assetto organizzativo dell’azienda più grande del territorio dove si producono memorie volatili. Proprio questa mattina, infatti, si entrerà nel vivo con il primo incontro operativo durante il quale i vertici dello stabilimento e le organizzazioni sindacali si ritroveranno intorno a un tavolo per esaminare i punti già confermati nelle precedenti riunioni. All’ordine del giorno del confronto, previsto per oggi alle 8.30, ci sono i contratti di espansione, la stabilizzazione dei lavoratori interinali, i premi di risultato per i 1.400 dipendenti dello stabilimento di Avezzano, ma anche carichi di lavoro e smart working, il piano ferie 2022 e il monitoraggio dei turni di lavoro 2 più 3 (con due giorni di lavoro 8-20 e 20-8, e 3 di riposo) entrati in vigore a giugno dello scorso anno. L’intento dei rappresentanti sindacali è quello di riuscire a chiudere subito la partita dei contratti di espansione per assicurare uno scivolo ai dipendenti prossimi alla pensione e un futuro ai nuovi lavoratori. Secondo quanto previsto dal ministero del Lavoro, infatti, grazie al contratto di espansione si può attuare un ricambio generazionale nello stabilimento. In LFoundry sono una quarantina i dipendenti prossimi alla pensione, cioè che si trovano a non più di 60 mesi dal lasciare l’azienda, che potrebbero usufruire delle agevolazioni previste dalla misura. Al loro posto, in base alla norma, dovrebbero arrivare 13 nuovi lavoratori grazie agli incentivi statali. I numeri, però, non sono stati ancora confermati. E anche se il rapporto è uno a tre – cioè un dipendente entra e 3 escono – e in LFoundry in 40 sono prossimi alla pensione, saranno i vertici del sito industriale e i sindacati a stabilire la proporzione esatta. «L’azienda pone argomenti importanti su cui trattare, dal contratto di espansione, allo smart working, alla stabilizzazione dei precari, fino ai carichi di lavoro e al piano di risultato», ha detto Roberto Di Francesco, rsu Fiom-Cgil, «il sindacato non si può tirare indietro e deve affrontare queste questioni perché vanno a migliorare la qualità della vita dei lavoratori». (e.b.)
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