LFoundry, trovato l’accordo sui turni

18 Dicembre 2020

AVEZZANO. Azienda e organizzazioni sindacali trovano l’intesa sulla nuova turnazione e iniziano a discutere di pause e premi di produzione. L’intesa sui turni che manderanno in pensione i vecchi...

AVEZZANO. Azienda e organizzazioni sindacali trovano l’intesa sulla nuova turnazione e iniziano a discutere di pause e premi di produzione. L’intesa sui turni che manderanno in pensione i vecchi “quattro più quattro” introdotti nel 1999 nello stabilimento LFoundry di Avezzano è stata trovata. Dopo un mese di discussione, i vertici del sito dove si producono memorie volatili e i rappresentanti dei sindacati sono arrivati all’intesa: il turno da adottare è il “due più tre”. La turnazione sperimentale da 12 ore che prevede un giorno e una notte di lavoro e tre giorni di riposo è quella scelta dalle parti per i 1.400 dipendenti, i quali ora avranno il compito di dare l’ok definitivo. «Ci siamo accordati sulla parte dei turni», ha commentato Andrea Campione, rsu Uilm-Uil, «è stato scelto di comune accordo di puntare sul turno due più tre, già sperimentato in azienda e approvato dai dipendenti». La discussione è poi proseguita su altri aspetti dell’accordo che andranno inseriti nel pacchetto unitario da presentare nelle varie assemblee ai lavoratori. «Stiamo ancora discutendo sulle pause e sui premi», ha continuato Campione, «l’azienda ha proposto di fare ogni turno un’ora e mezza di pausa divisa in due parti, mentre noi vorremmo rimanere sull’assetto attuale che c’è ormai da 20 anni con due ore di pausa frazionate in tre parti. Oltre che su questo tema nell’incontro abbiamo parlato anche del premio di risultato. Da una prima analisi, l’azienda ha lanciato l’idea di voler dividere il premio a trimestri puntando quindi su obiettivi non più annuali». Il confronto tra le parti andrà avanti anche nei prossimi giorni. I rappresentanti dello stabilimento e i sindacati si incontreranno anche oggi a partire dalle 11. «La trattativa sta riguardando tutta l’organizzazione aziendale», ha precisato Roberto Di Francesco, rsu della Fiom-Cgil, «non bisogna a nostro avviso fossilizzarsi sulle piccole tematiche, ma occuparsi prima di tutto del piano industriale. L’azienda deve chiarire quello che dobbiamo fare, il lavoro e i clienti che ci sono. Poi si può discutere su come farle e sull’organizzazione del lavoro. Anche il premio di risultato va pensato alla luce dei sacrifici che le persone fanno e del lavoro che c’è da fare». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.