Libera mucche infette: denunciato

17 Settembre 2014

Allevatore ignora l’allarme tubercolosi. Nella zona morì un’orsa

GIOIA DEI MARSI. Rischia la reclusione da uno a cinque anni un allevatore di Gioia dei Marsi, nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, denunciato dalla Forestale per diffusione di malattie infettive, in particolare tubercolosi, e inottemperanza all’ordinanza sindacale. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, A.F. ha liberato nel territorio del Parco ventisette bovini della sua mandria, messa in quarantena dopo l’abbattimento di un capo affetto da Tbc, prima dei risultati definitivi degli esami su tutte le bestie, da considerarsi infette ai sensi del regolamento di polizia veterinaria.

In questo modo, a detta degli inquirenti, avrebbe messo in pericolo non solo altri capi di bestiame, ma anche la fauna selvatica.

Nella stessa zona del pascolo, nel marzo scorso, c’era stata la morte di un’orsa, colpita da tubercolosi bovina.

Sempre in base a quanto accertato dalla Forestale, l’allevatore di Gioia dei Marsi si era sottratto ai controlli previsti dalla profilassi obbligatoria, sostenendo l’impossibilità di radunare i capi per la loro pericolosità, aveva attirato l’attenzione della Forestale e l’allevamento in questione lo scorso anno aveva perso la qualifica di “ufficialmente indenne”.

«Sull’intera vicenda della gestione dei pascoli nel Parco interessati da Tbc fin dal 2012» è quanto viene sottolineato in una nota del comando regionale Abruzzo del Corpo forestale dello Stato «sono in corso approfonditi accertamenti per la ricostruzione degli eventi e l’accertamento della puntuale attuazione delle misure obbligatorie previste dalle leggi veterinarie». ©RIPRODUZIONE RISERVATA