Libero il gatto rinchiuso nella casa a Coppito

12 Agosto 2020

L’AQUILA. Una grande sollevazione popolare, ma anche mediatica, ed è arrivato il lieto fine. In serata è stato finalmente liberato il gatto che da giorni era rinchiuso in un’abitazione di via...

L’AQUILA. Una grande sollevazione popolare, ma anche mediatica, ed è arrivato il lieto fine. In serata è stato finalmente liberato il gatto che da giorni era rinchiuso in un’abitazione di via Leonessa, a Coppito, il cui proprietario era fuori città. Ieri l'uomo, dopo gli iniziali dinieghi, si è convinto a consegnare le chiavi di casa alle due volontarie che l’hanno raggiunto fino a Termoli, in Molise. Poi la corsa verso L'Aquila e la liberazione del micio che, dai primi accertamenti, pare stare abbastanza bene. Una vicenda surreale, visto che neanche l’intervento delle forze dell’ordine era servito per riuscire a liberare il povero felino, che ormai allo stremo continuava a miagolare all’interno del garage, dove si era intrufolato da diversi giorni. Un caso che potrebbe avere strascichi, visto che ha raggiunto la ribalta nazionale e si sono mosse anche tante associazioni animaliste. Il legale dell’Ugda, l’Ufficio garante diritti animali, ieri si è messo in contatto con i carabinieri dell’Aquila. E tra il popolo del web è scattata l'indignazione: «Ora, passato il momento e messa in salvo quella povera anima», si legge in uno dei tanti commenti, «si dovrà andare a fondo della situazione, perché serva da lezione a chiunque non ravvisi, in simili comportamenti, un reato». I volontari aquilani che si sono accorti della presenza del gatto nel garage, hanno infatti denunciato le anomalie di questa storia: «Sono state coinvolte le associazioni animaliste, tra cui la Lega in difesa del cane e il corpo delle guardie zoofile. E’ stato contattato il proprietario dell'abitazione, ma senza risultati, poiché lo stesso si è rifiutato sia di fornire le chiavi della casa, che di proporre una qualche soluzione. A quel punto», hanno raccontato i volontari, «abbiamo chiamato i carabinieri, i vigili del fuoco, la Asl Veterinaria, la polizia, le guardie zoofile, ma senza riuscire a risolvere il problema. La polizia ha chiesto l'intervento del magistrato, l’unico che a norma di legge può consentire l’accesso alla privata abitazione. Ma per ben due volte il magistrato», hanno dichiarato i volontari, «ha ritenuto di non procedere». Alla fine, la felice conclusione. (r.s.)
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