Libro antico torna in città Era sparito dieci anni fa

L’AQUILA. Dalla Calabria torna all’Aquila dopo dieci anni in cui era scomparso. Si tratta di un antico libro, scritto in latino, che oggi alle 10.30 sarà consegnato al convento di San Giuliano dal...
L’AQUILA. Dalla Calabria torna all’Aquila dopo dieci anni in cui era scomparso. Si tratta di un antico libro, scritto in latino, che oggi alle 10.30 sarà consegnato al convento di San Giuliano dal capitano Manuel Curreri, comandante del nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) dell’Aquila. Alla presenza del comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Nazareno Santantonio, il volume datato 1661 verrà affidato a padre Francesco Rossi, superiore dell’ordine dei Frati Minori e curatore della biblioteca in allestimento nella comunità religiosa.
Il testo fu sottratto, in circostanze mai del tutto chiarite, dal convento francescano di Sant’Antonio a Sulmona. Questo, però, nel frattempo è stato soppresso, per cui il volume verrà consegnato ai confratelli aquilani. Le indagini, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia e condotte dai carabinieri del nucleo Tpc di Cosenza, in collaborazione con la Compagnia locale, risalgono a luglio dell’anno scorso.
I militari, durante una verifica, hanno visionato i libri di una piccola biblioteca nell’Accademia di belle arti “Fidia” di Stefanaconi (Vibo), notando il volume dal titolo: Commentarius R.P. Cornelii Cornelii a Lapide in Esdram, Nehemian, Tobiam, Iudit, Ester, et Machabeos. Su una delle prime pagine, infatti, era impresso il timbro con l’indicazione: “Biblioteca Convento OFM S. Antonio – Sulmona”. Da qui i carabinieri hanno capito che si trattava di un libro sottratto illecitamente e di conseguenza l’hanno posto sotto sequestro. Subito dopo sono state raccolte le testimonianze dei frati che all’epoca curavano la biblioteca nel convento sulmonese.
Sono stati proprio i religiosi a riconoscere «senza ombra di dubbio» l’antico volume, confermandone la provenienza e quindi la proprietà riportata nella timbratura ancora ben visibile. Il Commentarius R.P. Cornelii Cornelii a Lapide in Esdram, Nehemian, Tobiam, Iudit, Ester, et Machabeos è considerato un raro esempio di libro storico che narra, in latino appunto, le vicende del popolo d’Israele: dalla conquista della terra promessa sotto la guida di Giosuè nel XII secolo a.C. fino alla rivolta maccabaica del 167 a.C.
Il convento da cui proviene fu costruito dai sulmonesi intorno al 1443 in segno di gratitudine verso San Giovanni da Capestrano. Il santo ne avrebbe poi affidato la cura ai francescani Osservanti o Zoccolanti, cui si sostituirono, nel 1592, i Riformati. Dovendo accogliere un numero maggiore di religiosi, in epoca successiva fu ulteriormente modificato e ingrandito, con l’aggiunta dell’infermeria, della farmacia e di un’importante biblioteca che, dalla metà del Seicento, vide il suo patrimonio ampliato dalla presenza del testo recuperato. Nel 2011 il convento è stato soppresso e i libri spostati nelle strutture di San Giuliano all’Aquila e a Celano. Durante il trasferimento, dunque, il volume potrebbe essere stato sottratto per poi finire in Calabria.(g.d.m.)
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