Licenziamento tardivo: risarcito con 25mila euro

SULMONA. Nel procedimento giudiziario doveva essere parte lesa. Ma in seguito al ricorso proposto da alcuni dipendenti comunali finiti sotto inchiesta nella vicenda dei furbetti del cartellino, il...
SULMONA. Nel procedimento giudiziario doveva essere parte lesa. Ma in seguito al ricorso proposto da alcuni dipendenti comunali finiti sotto inchiesta nella vicenda dei furbetti del cartellino, il Comune di Sulmona si ritrova a dover pagare 25mila euro chiesti e ottenuti da uno dei dipendenti licenziati. Rischia di diventare paradossale la vicenda sui furbetti del cartellino nella quale erano finiti inizialmente sotto inchiesta, a vario titolo, 48 dipendenti. Secondo il giudice del lavoro del tribunale di Sulmona Alessandra De Marco, il licenziamento dell’usciere Stefano Pezzella, è stato disposto “fuori tempo massimo”, quando erano già scaduti i tempi per sanzionare il dipendente, riconoscendogli così anche il risarcimento del danno. Circa 25mila euro che il Comune non ha ancora versato sul conto corrente del dipendente, tanto che l’avvocato Alberto Paolini, che assiste Pezzella, ora in pensione, ha fatto scattare il pignoramento nei confronti dell’ente. Si tratta di quattro mensilità non percepite da Pezzella a causa del sopraggiunto licenziamento, oltre ai relativi contributi previdenziali a più di 6.000 euro di spese legali e agli interessi. «Aspettavamo il pagamento da parte del Comune fin dal mese di maggio in virtù dell’ordinanza esecutiva», sottolinea l’avvocato Alberto Paolini. «Si sono invece preoccupati di pagare la controparte così siamo stati costretti a iniziare la procedura esecutiva pignorando le somme depositate banca che gestisce la tesoreria del Comune di Sulmona».
L’udienza di comparizione delle parti è stata fissata per il 23 novembre. (c.l.)
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