Licenziato per aver rifiutato la trasferta: sarà risarcito
AVEZZANO. Rifiuta la trasferta di lavoro in Giordania e l’azienda lo licenzia per giusta causa. Ma il giudice del Lavoro del tribunale di Avezzano, Antonio Stanislao Fiduccia, ha ritenuto che il...
AVEZZANO. Rifiuta la trasferta di lavoro in Giordania e l’azienda lo licenzia per giusta causa. Ma il giudice del Lavoro del tribunale di Avezzano, Antonio Stanislao Fiduccia, ha ritenuto che il rifiuto «non configurasse una deliberata ed arbitraria opposizione alle disposizioni dei suoi superiori gerarchici» e ha condannato l’azienda al risarcimento e all’indennità di mancato preavviso nei confronti di un ingegnere marsicano. Il giudice evidenzia che il rifiuto è stato manifestato «sul presupposto di una grave situazione familiare, rappresentata e ben conosciuta dalla stessa azienda, che, infatti, gli aveva concesso di svolgere la prestazione lavorativa in modalità smart working dalla propria abitazione». L’ingegnere, difeso dagli avvocati Renzo Lancia e Salvatore Braghini, aveva dato la sua disponibilità alla trasferta, ma il volo fu posticipato di qualche giorno e, a fronte di una durata incerta della permanenza in Giordania e di sopraggiunte problematiche familiari, decideva di non partire più. Da qui il licenziamento per giusta causa, impugnato dal lavoratore. (l.p.)
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