Liceo chiuso da 10 anni, sale la protesta

10 Gennaio 2019

I ragazzi del Classico pronti a organizzare sit-in e lezioni all’aperto davanti alla storica sede in centro inagibile dal 2009

SULMONA. Prima il corteo e poi il sit-in con lezioni all’aperto in piazza XX Settembre. Gli studenti del Liceo classico Ovidio stanno preparando il decennale della chiusura della loro scuola, avvenuta a causa del sisma del 2009.
«Dieci anni di chiusura sono un tempo infinito che non trova alcuna giustificazione logica», afferma Francesco Balassone, rappresentante di istituto, «il traguardo raggiunto quest’anno rappresenta una delle pagine più tristi e vergognose per la nostra città. Un tempo così lungo avrebbe scoraggiato chiunque, ma non noi studenti che, anzi, col passare del tempo ci sentiamo ancora più agguerriti e con la voglia di tornare nella storica sede».
Dalla protesta all’avvertimento alla politica il passo è breve.
«Le dichiarazioni di facciata non attecchiscono più, la questione della renna natalizia davanti all’ingresso sbarrato della scuola, «ne è stata la prova», ricorda lo studente, «ed esigiamo fatti concreti per il nostro Liceo, non solo dall’attuale amministrazione, ma da tutti gli enti che si occupano di questa vicenda. Le diverse e vane promesse fatte non ci tengono più a bada. Abbiamo intenzione di incontrarci a breve con l’assessore Nicola Angelucci per fare il punto della situazione, cercando di capire i motivi reali della situazione di stallo. Per il 6 aprile stiamo preparando un corteo che, partendo dalla nostra attuale sede, raggiungerà piazza XX Settembre. Lì terremo lezioni all'aperto su Ovidio e leggeremo dei suoi passi per tenere alta l’attenzione intorno alla ristrutturazione dell’immobile e alla sua riapertura Faremo sentire la nostra voce attraverso ogni canale possibile, il discorso di piazza XX deve tornare ad essere centrale».
Da qui l’appello alla cittadinanza.
«La riapertura della sede sarebbe un bene per l’intera comunità sulmonese», conclude Balassone. «La rinascita del nostro territorio passa anche attraverso questa battaglia, nella quale vorremmo esser supportati dall’intera cittadinanza».
Il futuro della storica sede del Classico resta appeso alle mancate risposte del Genio civile. Sono ben 17 le richieste di integrazione arrivate già dall’anno scorso dall’organo statale di controllo e monitoraggio delle opere pubbliche sul progetto inviato dal Comune. I chiarimenti sono arrivati da palazzo San Francesco, ma il Genio civile continua a non inviare riscontri.
Per questo, l’assessore Nicola Angelucci ha chiesto una conferenza dei servizi tra gli enti coinvolti per arrivare al via libera sul progetto e sull’apertura del cantiere. «Siamo in presenza di un conflitto tra chi deve autorizzare l’opera e chi deve realizzarla, che va risolto una volta per tutte», è il commento di Angelucci.
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