Liceo Cotugno, il perito lascia e il verdetto slitta

Il tecnico che avrebbe dovuto verificare la stabilità ha rinunciato all’incarico I genitori delusi: «Temiamo che anche il prossimo anno si resterà a Pettino»
L’AQUILA. La vicenda dell’agibilità del liceo Cotugno sta assumendo contorni discutibili e, comunque attesi. Al centro della vicenda, che pende al Tar, un ricorso di molte famiglie degli alunni che ritengono insicura la struttura in caso di sisma. Ieri un perito avrebbe dovuto presentare la sua relazione in base alla quale sarebbe stato emesso il verdetto dopo il ricorso presentato dai legali Luciano Dell’Orso e Rosario Panebianco.
Ma questi ha fatto sapere che nel suo ufficio del ministero dell’Istruzione non ci sono tecnici in grado di fare certe valutazioni per cui c’è stata la rinuncia all’incarico. Ora dovrà essere nominato un altro esperto ma la Provincia chi si opponeva a questi accertamenti ha avuto partita vinta visto che, a circa 20 giorni effettivi di lezioni prima della fine dell’anno scolastico, non si andrà in altra sede e nemmeno sarà presa una decisione.
I ricorrenti si dicono molto preoccupati sulla sicurezza del Cotugno e questo, paradossalmente, sulla base degli atti esibiti proprio dalla Provincia che resiste nel giudizio. Ci sono alcuni passi che, in effetti, non sono proprio rassicuranti. «I bassi risultati delle prove sui calcestruzzi effettuate diffusamente su diversi elementi strutturali dei Corpi F e G evidenziano una bassa resistenza caratteristica a compressione, tale da non garantire un residuo di affidabilità alle azioni sismiche». Questo è uno stralcio di una relazione dello scorso febbraio firmata dal Rup della Provincia. Poi, evidentemente, altre valutazioni sono state di segno diverso. Secondo i ricorrenti questo edificio, come molti altri, non soddisfa i requisiti minimi di resistenza ai carichi verticali». I genitori sanno che non esiste un piano B per cui essi temono che il prossimo anno si torni nella stessa struttura di Pettino.
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