Liceo inagibile, sospesa sentenza del Tar

Nuovo colpo di scena nella vicenda del Cotugno: il Consiglio di Stato rimette in discussione il destino della sede di Pettino
L’AQUILA. Un nuovo colpo di scena nell’ormai annosa vicenda del Liceo Cotugno. Lo scorso 30 ottobre il Consiglio di Stato ha sospeso l’esecutività della sentenza emessa il 2 luglio dal Tar che aveva dichiarato inagibile la sede del liceo a Pettino, accogliendo un ricorso di alcuni genitori e docenti della scuola sulla mancanza di sicurezza della struttura. Il ricorso contestava la decisione della Provincia che, a marzo 2017, aveva deciso la parziale riapertura dell’istituto chiuso, a seguito delle scosse di terremoto del gennaio dell’anno scorso, per consentire lo svolgimento delle verifiche di sicurezza antisismica. Verifiche che avevano portato alla luce indici di vulnerabilità e staticità giudicati dai ricorrenti al di sotto della soglia di sicurezza. La chiusura della scuola di Pettino ha comportato, da settembre, la “diaspora” degli studenti della scuola su cinque sedi: i Musp ex Dottrina Cristiana, in via Madonna di Pettino, ed ex Micarelli, in via Ficara; il Liceo Musicale, a Colle Sapone; la sede dell’istituto Colecchi, sempre a Colle Sapone e quella della media Carducci, a San Giacomo. «La nuova sentenza stabilisce la possibilità di far tornare le classi nella vecchia sede», spiega il consigliere provinciale delegato all’Edilizia scolastica, Vincenzo Calvisi, «ma per il momento non lo faremo». L’udienza per la discussione del merito, infatti, è fissata al 14 marzo 2019, inoltre la Provincia ha cominciato i lavori di miglioramento sismico della sede del Cotugno a Pettino e non ha intenzione di interromperli prima del loro termine, previsto tra settembre e dicembre del 2019. Intanto, i magistrati del Consiglio di Stato, Roberto Giovagnoli (presidente), Fabio Franconiero, Raffaele Prosperi, Angela Rotondano, Stefano Fantini (consiglieri) hanno deciso di sospendere l’efficacia della sentenza del Tar, come richiesto dall’ente, difeso dall’avvocato Pietro Referza del Foro di Teramo, «tenuto conto degli interessi coinvolti e della prevalenza della sicurezza degli immobili adibiti a istituto scolastico e considerata anche l’esigenza che i fondi stanziati debbano essere spesi entro breve termine». Soddisfazione di Calvisi «per un provvedimento che tutela le procedure messe in atto dalla Provincia. Gli studenti, in ogni caso, rientreranno nella sede di Pettino solo dopo la fine di tutti i lavori, non solo sui corpi F e G (per un importo pari a 275mila euro), già appaltati, ma anche sui corpi A, C, D, E per i quali sono previsti interventi nel corso del 2019 con 350mila euro già stanziati. I restanti corpi H (palestra) e B (aula magna) non necessitano di lavori». In questi giorni si sta effettuando il trasloco dalla sede di Pettino e di tutti gli uffici di segreteria, della presidenza e della vicepresidenza, cominciato prima che fosse emessa la sentenza del Consiglio di Stato.
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