Liceo Ovidio, progetto di recupero bocciato

14 Settembre 2019

Il no della Soprintendenza blocca l’avvio dei lavori nello storico edificio danneggiato dal sisma

SULMONA. La Soprintendenza boccia il progetto di miglioramento sismico per il Liceo Classico Ovidio. La comunicazione è arrivata agli uffici comunali di Palazzo San Francesco, cosicché in una delle ultime commissioni il neo dirigente del terzo settore Gianfranco Niccolò ha annunciato di voler convocare le parti per capire dov’è il problema.
Anche perché il nuovo progetto depositato al Genio civile e alla Soprintendenza lo scorso 24 maggio è stato adeguato alle richieste arrivate dagli enti preposti. Trascorsi abbondantemente i sessanta giorni previsti dalla normativa, né Genio civile e né Soprintendenza hanno, però, rilasciato i rispettivi pareri. E perché quel progetto non convinca resta ancora un mistero. L’unica cosa certa è che i tempi per l’avvio dei lavori sono destinati ad allungarsi, come se i dieci anni trascorsi dalla chiusura della scuola non fossero sufficienti. Il progetto si snoda su 48 tavole, con azioni statiche al di sopra della norma e il coefficiente di vulnerabilità sismica salito a 0,77 per andare incontro alle esigenze della popolazione scolastica. Resta il fatto che la modifica dell’indice di vulnerabilità rispetto allo 0,48 iniziale comporta comunque un aggravio di spese di circa 750mila euro che si andrebbero ad aggiungere ai 4,2 milioni di euro già in cassa.
Il 6 aprile scorso è stato tagliato il traguardo, tutt’altro che ambìto, dei 10 anni di chiusura dello storico istituto di piazza XX Settembre che versa nell’abbandono più totale dal terremoto del 2009. La scuola – secondo l’ultimo cronoprogramma stilato a ottobre 2015 – doveva essere pronta a settembre 2016. Ma da allora nulla è cambiato, anzi lo stato di abbandono in cui versano i locali comincia a trasparire anche da fuori, tra calcinacci e umidità lungo le pareti esterne. A gennaio del 2016 la giunta regionale ha sbloccato i 2 milioni e 100mila euro, frutto di precedenti economie accertate dalla Provincia, che si vanno ad aggiungere ai 2 milioni e 17mila euro della delibera Cipe del 6 agosto 2015, con cui si finanziava la messa in sicurezza delle scuole fuori e dentro il cratere. I lavori prevedono miglioramenti per un minimo del 70% di adeguamento alle norme antisismiche del 2010, puntando a far salire la percentuale col progetto definitivo e non esecutivo. Sono previste perforazioni e armature di muri portanti, solai, pavimentazione e impianti.
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