Lingue “affilate” per la maldicenza

3 Gennaio 2017

Presentato in municipio il programma del Festival 2017 Previste tombolata dei 99 e consegna dell’Agnesino

L’AQUILA. Una tradizione cittadina che o si ama o si odia, con i suoi simpatizzanti e i suoi detrattori; ma non c’è un solo aquilano che non conosca la Festa di Sant’Agnese, quella ricorrenza che il 21 di gennaio celebra la passione tutta aquilana di “dire il male” ( e non “dire male”) del vicino, del politico, dell’amico. Una tradizione nata nel 1300 e mai sopita, rinfocolata da centinaia di congreghe vecchie e nuove che nel giorno della festa delle “lingue lunghe” riempiono rustici e ristoranti per assegnare gli agognati titoli: le cariche, titoli rigorosamente in dialetto aquilano. Da 12 anni la Festa di Sant’Agnese ha un obiettivo in più, quello di unire alla goliardia anche la riflessione, l’approfondimento, lo spettacolo teatrale, la competizione “poetica”: è il “Pianeta maldicenza”.

Il programma di quest’anno – presentato ieri a Palazzo Fibbioni – riparte dal successo della Tombolata agnesina già sperimentata l’anno scorso, l’unica tombola con 99 numeri dedicati ad altrettanti personaggi aquilani, sino alla novità del 2017: la giuria che dovrà scegliere il vincitore del Premio “Agnesino” sarà composta anche da una delegazione di cittadini di Amatrice, la città sorella dell’Aquila per radici storiche e soprattutto compagna di destino per il terremoto che l’ha letteralmente rasa al suolo in una notte di piena estate, sette anni dopo il sisma dell’Aquila. Il “Pianeta maldicenza” è stato presentato dal presidente e dal presidente onorario della Confraternita dei Devoti di Sant’Agnese, Angelo De Nicola e Tommaso Ceddia. Al loro fianco anche il sindaco Massimo Cialente (il Comune patrocina l’evento, sostenuto anche dalla Bper) e i rappresentanti delle congreghe del comitato organizzatore. Come nasce il festival del “Pianeta maldicenza”?

«Un nonno non tramanda a un nipote un fatto negativo, ma un fatto positivo, perciò noi vogliamo esaltarla, facendone un festival, un momento culturale di approfondimento», ha spiegato De Nicola, «come facciamo con il dialetto, che è un presidio di identità civica. Poi, il 21 gennaio ognuno si scatenerà nel momento goliardico della propria confraternita. Non è la ricetta per la felicità, ma magari è una delle ricette; soprattutto, vogliamo divertirci e far divertire gli aquilani». Il filo conduttore del festival è ribadire la tradizione tutta aquilana della maldicenza agnesina come critica sincera e costruttiva. Lo scatto d’autore (dal 2009 dedicato alla ricostruzione post-sisma) è quest’anno del fotografo Marco Equizi. La sua foto è stata scelta come cartolina per l’annullo filatelico, che sarà apposto l’ultimo giorno del Festival, il 15 gennaio. Un’immagine che blocca in uno scatto rappresentativo della ricostruzione “work in progress” un bambino che corre al centro di piazza Duomo, sullo sfondo un immenso cantiere e i lampioni tipici della piazza aquilana: una ricostruzione materiale e sociale allo stesso tempo. Si parte sabato 7 con la tombolata agnesina, si termina domenica 15 con il concorso d’arte critica, vale a dire la rappresentazione dei lavori finalisti che porterà alla consegna del premio “Agnesino 2017” all’autore il cui lavoro sarà il più votato dalle giurie e, di conseguenza, alla consegna del Palio di Sant’Agnese alla confraternita vincitrice. Gli elaborati saranno eseguiti all’Auditorium del Parco. Uno degli appuntamenti (il convegno sul “Dialetto come presidio dell’identità civica: la nostra lingua madre di ieri e di oggi”) si terrà a Tornimparte venerdì 13 nella scuola media della frazione di Palombaia nell’ambito della giornata nazionale del dialetto Unpi-Unesco.

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