Lino Guanciale: «Contro di me frasi offensive e inesattezze»

Sfogo dell’attore: «Al sindaco ho esposto pubblicamente il mio progetto, era impensabile che tanta inconsistenza non chiamasse in causa delle reazioni. Continuerò a sostenere la cultura locale»
L’attore Lino Guanciale torna sugli argomenti cultura e Teatro dei Marsi, in replica alle dichiarazioni da lui stesso innescate con l’intervento dello scorso 6 marzo. Ecco la sua ultima lettera in esclusiva al Centro.
Nella mia storia personale non ho mai dato adito a polemiche di alcun tipo, pur essendo diventato da ormai qualche anno un personaggio pubblico. Quanto riportato, però, sulle pagine di questo stesso giornale mi costringe a una sintetica replica. Le dichiarazioni sul sottoscritto sono state inesatte nel merito e, direi, piuttosto offensive. Risponderò soltanto riguardo alle inesattezze, lasciando ad altri ed ad altre il giudizio sull’opportunità e la meschinità di altri argomenti.
Prima di tutto, però, mi occorre ringraziare tutte e tutti, colleghe e colleghi, artiste e artisti, produttori/produttrici, private cittadine e privati cittadini, amiche, amici e non, che di loro spontanea volontà hanno replicato con risposte documentate alla stolidità esibita nelle infondate e risibili accuse che mi sono state rivolte. D’altra parte, era impensabile che tanta inconsistenza non chiamasse in causa delle reazioni. Tali accuse sono fondamentalmente due: di non aver mai contattato il sindaco per avanzargli delle proposte e di non aver fatto nulla per le lavoratici e i lavoratori dello spettacolo nel corso della catastrofica emergenza in corso.
Ricordo di aver già presentato pubblicamente sul Centro, a settembre, la mia ipotesi di stagione 2020/2021, e di avere in quell’occasione parlato anche della mia proposta di nuovo regolamento per il Teatro dei Marsi, agli atti negli uffici comunali. Su questi stessi argomenti sono poi tornato nella mia lettera su questo stesso giornale, chiarendo come non mi sia giunta alcuna risposta dall’amministrazione né in senso positivo né in senso negativo. Avendo esaurito il mio mandato con la decadenza della amministrazione commissariale, dunque, mi è parso più che sufficiente avere agito in forma pubblica, avendo io rivolto, inoltre, sempre su queste pagine, un appello ai candidati sindaco, durante la campagna elettorale, per innescare una discussione pubblica e condivisa con la cittadinanza riguardo i temi della cultura cittadina e del Teatro dei Marsi, suo potenziale fulcro d’eccellenza.
Non amo, personalmente, le strade “privatistiche” di relazione istituzionale, dunque esaurito il mandato non ho certo pensato di dover chiamare il sindaco per metterlo a parte di proposte esistenti, già pubblicamente condivise e, infine, incluse in atti di indirizzo negli uffici comunali.
Quanto al mio mancato impegno nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, una rapida escursione fra tutti gli interventi pubblici da me svolti in merito, porta attualmente il conto a circa 50. Questo contando testate giornalistiche e televisive nazionali, blog o siti di settore, social network, tavoli aperti dal lockdown severo fino a oggi. D’altra parte, credo che per certificare il mio impegno a riguardo basti citare la mia partecipazione all’elaborazione e alla presentazione in parlamento del disegno di legge a firma Gribaudo-Carbone per la costruzione di un nuovo sistema di tutela previdenziale e sociale per le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, un codice dell’intermittenza professionale potenzialmente rivoluzionario e sulla cui necessità di lavoro in sede legislativa continuo e continuerò a battermi. Se l’accusa, invece, riguardasse una mia mancata attenzione alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore su base territoriale, segnalo di nuovo il punto precedente di questa mia risposta: il bando “Residenze etiche” si trova anch’esso fra le proposte da me depositate in Comune.
Credo quindi che a questo punto io non abbia più molto da replicare, se non confermare il mio appoggio a tutte le realtà che creano cultura sul nostro territorio e quindi sul territorio nazionale (impensabile ragionare come se fossimo isole) e augurare al sindaco e a tutte le amministratrici e agli amministratori buon lavoro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nella mia storia personale non ho mai dato adito a polemiche di alcun tipo, pur essendo diventato da ormai qualche anno un personaggio pubblico. Quanto riportato, però, sulle pagine di questo stesso giornale mi costringe a una sintetica replica. Le dichiarazioni sul sottoscritto sono state inesatte nel merito e, direi, piuttosto offensive. Risponderò soltanto riguardo alle inesattezze, lasciando ad altri ed ad altre il giudizio sull’opportunità e la meschinità di altri argomenti.
Prima di tutto, però, mi occorre ringraziare tutte e tutti, colleghe e colleghi, artiste e artisti, produttori/produttrici, private cittadine e privati cittadini, amiche, amici e non, che di loro spontanea volontà hanno replicato con risposte documentate alla stolidità esibita nelle infondate e risibili accuse che mi sono state rivolte. D’altra parte, era impensabile che tanta inconsistenza non chiamasse in causa delle reazioni. Tali accuse sono fondamentalmente due: di non aver mai contattato il sindaco per avanzargli delle proposte e di non aver fatto nulla per le lavoratici e i lavoratori dello spettacolo nel corso della catastrofica emergenza in corso.
Ricordo di aver già presentato pubblicamente sul Centro, a settembre, la mia ipotesi di stagione 2020/2021, e di avere in quell’occasione parlato anche della mia proposta di nuovo regolamento per il Teatro dei Marsi, agli atti negli uffici comunali. Su questi stessi argomenti sono poi tornato nella mia lettera su questo stesso giornale, chiarendo come non mi sia giunta alcuna risposta dall’amministrazione né in senso positivo né in senso negativo. Avendo esaurito il mio mandato con la decadenza della amministrazione commissariale, dunque, mi è parso più che sufficiente avere agito in forma pubblica, avendo io rivolto, inoltre, sempre su queste pagine, un appello ai candidati sindaco, durante la campagna elettorale, per innescare una discussione pubblica e condivisa con la cittadinanza riguardo i temi della cultura cittadina e del Teatro dei Marsi, suo potenziale fulcro d’eccellenza.
Non amo, personalmente, le strade “privatistiche” di relazione istituzionale, dunque esaurito il mandato non ho certo pensato di dover chiamare il sindaco per metterlo a parte di proposte esistenti, già pubblicamente condivise e, infine, incluse in atti di indirizzo negli uffici comunali.
Quanto al mio mancato impegno nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, una rapida escursione fra tutti gli interventi pubblici da me svolti in merito, porta attualmente il conto a circa 50. Questo contando testate giornalistiche e televisive nazionali, blog o siti di settore, social network, tavoli aperti dal lockdown severo fino a oggi. D’altra parte, credo che per certificare il mio impegno a riguardo basti citare la mia partecipazione all’elaborazione e alla presentazione in parlamento del disegno di legge a firma Gribaudo-Carbone per la costruzione di un nuovo sistema di tutela previdenziale e sociale per le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, un codice dell’intermittenza professionale potenzialmente rivoluzionario e sulla cui necessità di lavoro in sede legislativa continuo e continuerò a battermi. Se l’accusa, invece, riguardasse una mia mancata attenzione alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore su base territoriale, segnalo di nuovo il punto precedente di questa mia risposta: il bando “Residenze etiche” si trova anch’esso fra le proposte da me depositate in Comune.
Credo quindi che a questo punto io non abbia più molto da replicare, se non confermare il mio appoggio a tutte le realtà che creano cultura sul nostro territorio e quindi sul territorio nazionale (impensabile ragionare come se fossimo isole) e augurare al sindaco e a tutte le amministratrici e agli amministratori buon lavoro.
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