Liris: aumentare i medici sui territori

19 Novembre 2020

L’assessore regionale: malati gravi all’Aquila, per quelli lievi strutture anche private

AVEZZANO. Nella seconda ondata le aree interne, in particolare la Marsica e l’Aquilano, sono state le più colpite dall’emergenza Covid. Abbiamo chiesto all’assessore regionale al Bilancio e alle Aree interne, Guido Liris, epidemiologo, se a suo avviso c’è qualcosa che non ha funzionato. «In questa seconda fase, forse anche complici gli ottimi flussi turistici estivi, il virus ha colpito in modo violento l’Aquilano e la Marsica. In ogni caso va smentita la ricostruzione secondo cui il territorio si è fatto trovare del tutto impreparato. L’impatto del Covid è stato improvviso, con una crescita rilevantissima in un lasso di tempo ristretto. A oggi, però, il numero di posti letti attivato in provincia è notevole: i dati Asl ci dicono che si è arrivati a 229, in ulteriore aumento proprio in questi giorni. Con interi reparti attrezzati velocemente e una riorganizzazione anche delle attività in modo da tale da salvaguardare il resto della sanità, evitando di compromettere ulteriormente la salute delle persone. Il problema del personale affonda le sue radici in epoca lontana e riguarda dinamiche tanto locali quanto nazionali».
Lei aveva affermato in tempi non sospetti che bisognava evitare che gli ospedali Covid free venissero “sporcati”. Invece è proprio quello che è accaduto. Cosa ha provocato questo cortocircuito?
«L’ospedale di Avezzano si presta poco alla separazione dei percorsi per conformazione. Ecco perché ritengo che in questi casi si debba agire per liberare il prima possibile dal Covid i nosocomi non idonei a livello strutturale. Ritengo che si debba lavorare per individuare strutture ad hoc, anche private, per la cura dei malati più lievi e utilizzare il San Salvatore dell’Aquila per i casi più gravi e complessi. Su questa strategia, per quanto possibile, mi sto impegnando. Bisogna inoltre rafforzare la medicina sul territorio».
È d’accordo nel prevedere l’arrivo nella Asl 1 di un commissario per l’emergenza che affianchi gli attuali vertici Asl?
«Non c’è alcun bisogno di commissariare l’Asl 1. L’attuale governance sta mettendo in campo tutte le misure possibili per far fronte a questa fase critica. Non ci sono procedure codificate. Si deve fare di più per il coinvolgimento dei sindaci nelle scelte strategiche della sanità. Non ho dubbi che una soluzione perché questo avvenga si troverà a breve». (p.g.)