Liris: un candidato buono per tutti e senza le primarie

9 Marzo 2017

Il capogruppo di Forza Italia lancia la sua sfida: io in campo solo con l’appoggio di tutta la coalizione

L’AQUILA. È disponibile a scendere in campo. A patto che vi sia la convergenza del centrodestra intorno ad un solo candidato. Guido Quintino Liris, ex consigliere e assessore provinciale, oggi capogruppo di FI in Comune e vice presidente regionale del partito, invita all’unità. E fa capire chiaramente di non gradire lo strumento delle primarie: meglio una scelta univoca per individuare un nome forte e rappresentativo.

La sua candidatura è stata lanciata da Forza Italia, ma non ancora ufficializzata. Perché?

«Ritengo fondamentale la convergenza del centrodestra intorno ad un solo candidato. Solo a queste condizioni sono disponibile a mettermi in gioco anche se FI mi ha indicato sul piano locale e regionale».

Non è solo Fi ad appoggiarla. Ha molti sostenitori tra i consiglieri comunali uscenti che fanno capo alla minoranza.

«In parecchi mi hanno chiesto di mettermi a disposizione: invito partito dai consiglieri comunali e da forze importanti della città, nella convinzione che la mia persona possa rappresentare un elemento vincente nella sfida per palazzo Fibbioni».

Il suo è un percorso politico radicato in seno a FI?

«Dopo l’epoca dei movimenti studenteschi, sono stato eletto in Provincia dove ho rivestito il ruolo di consigliere e assessore, dal 2010 al 2013. Dal 2012 sono consigliere comunale e capogruppo di FI, nonché vice presidente regionale dei forzisti».

Qual è il suo rapporto con gli altri due candidati più giovani del centrodestra, Luigi D’Eramo e Pierluigi Biondi?

«Insieme abbiamo condiviso un percorso giovanile pieno di esperienze e ricordi bellissimi che sono parte integrante della mia storia politica. Sono certo che saremo in grado di trovare la quadra e raggiungere l’accordo».

A quando la decisione finale sul candidato?

«Sono in corso una serie di tavoli politici di coalizione, con i partiti del centrodestra e i movimenti civici. Credo che entro metà mese si arriverà a una soluzione unitaria, per poi partire con la campagna elettorale».

È favorevole alle primarie nel centrodestra?

«Rappresentano uno strumento d’azione, ma preferisco di gran lunga una ricerca univoca del candidato del centrodestra, che consenta anche di allargare la partecipazione ai movimenti civici e individuare un’alternativa forte e condivisa, capace di costruire una visione politico-amministrativa alternativa all’attuale governo della città e, soprattutto, vincente».

Il nuovo sindaco, a quali priorità dovrà lavorare?

«Al tema del lavoro, della sanità e dell’università, della ricostruzione delle frazioni, del turismo con particolare riferimento al Gran Sasso. Ma dovrà anche dare risposte agli aquilani sul piano dello sviluppo e dell’aggregazione, in un città dove il tessuto sociale si è slabbrato. Un sindaco aperto ai suggerimenti, che abbia un atteggiamento inclusivo e la capacità di riportare L’Aquila al centro della governance regionale, protagonista anche sul piano nazionale. Il tutto in sinergia con il territorio, per costruire una rete di crescita collettiva importante».

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