Lite politica sul restauro del monumento all’alpino

16 Novembre 2018

Ovindoli, tre consiglieri contestano l’operazione da 3.200 euro voluta dal sindaco «Distrugge 90 anni di storia a colpi di martello, è soltanto propaganda»

OVINDOLI. «Qualche colpo di martello e la storia di Ovindoli va in frantumi». Così denuncia il gruppo consiliare OvindoliOltre, composto da Marco Iacutone, Pino Angelosante e Angelo Ciminelli, che ha messo sott’accusa l’operato dell’amministrazione comunale in merito alla manutenzione del monumento all’alpino.
L’operazione è costata 3.200 euro.
«L’ufficio tecnico ha autorizzato la sostituzione di cinque targhe di pietra con lastre di marmo di Carrara per un importo di 3.200 euro», hanno spiegato Iacutone, Angelosante e Ciminelli, «targhe in pietra levigata e scalpellata che formavano la base di quello che è stato giudicato tra i più bei monumenti dedicati all’alpino d’Italia. Targhe che erano state poste alla base della statua realizzata dallo scultore Diano nel 1929, anno della inaugurazione del monumento fatta dall’onorevole Manaresi, di cui esiste un bellissimo filmato dell’istituto Luce». I consiglieri hanno precisato che si è trattato di una «grande barbarie» e hanno condannato la spesa necessaria per l’operazione. «Diversamente, negli anni ‘50, gli allora amministratori dimostrarono una notevole sensibilità e un notevole senso di appartenenza e rispetto integrando le lapidi con quelle che ricordavano i caduti nella Seconda guerra mondiale», hanno continuato i consiglieri di minoranza, «come si può giustificare una spesa di 3.200 euro fatta per distruggere 90 anni di storia, 90 anni di ricordi, 90 anni di patine che, forse, avevano solo bisogno di una ripulita, come possiamo non far conoscere agli ovindolesi che il sindaco Simone Angelosane per la sua brama di fare qualche inaugurazione vista la totale impercettibilità del suo operato, è andato contro ogni logica di conservazione dei nostri beni storici e culturali, in barba alle leggi che tutelano tutte le strutture pubbliche che hanno più di 50 anni, come si può non denunciare che sarebbe bastato un semplice intervento di restauro, per togliere lo sporco naturale che si deposita generalmente sui monumenti?».
Secondo i consiglieri Iacutone, Angelosante e Ciminelli «forse il sindaco, in odore di campagna elettorale, aveva bisogno di visibilità e ha approfittato della vetrina che la storia gli metteva a disposizione, il centenario della fine della Grande guerra. Informeremo le autorità competenti, alle quali chiederemo se ciò che è stato fatto rientra nei canoni previsti dalle leggi vigenti». (p.g.)
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