Litigante in pensione: fa discutere il conto presentato al Comune
SULMONA. Il pensionamento, ormai prossimo, del maggiore Antonio Litigante continua a far discutere in città. In realtà, più che la data del riposo dopo 44 anni di servizio, la curiosità delle...
SULMONA. Il pensionamento, ormai prossimo, del maggiore Antonio Litigante continua a far discutere in città. In realtà, più che la data del riposo dopo 44 anni di servizio, la curiosità delle persone si concentra sulle cause intentate dal comandante dei vigili urbani contro il Comune per vedersi riconosciuto anche in busta paga e ai fini pensionistici il ruolo di dirigente. Litigante andrà in pensione dal primo marzo, in anticipo rispetto al termine ultimo di agosto 2019. Una scelta presa sulla base della delibera di “svecchiamento” attuata dalla giunta comunale, che ha aperto una “finestra” di prepensionamento per quei dipendenti che hanno raggiunto limiti di età e di servizio. «Non si è trattato di un provvedimento ad personam», spiega il sindaco Annamaria Casini, «ma di una possibilità che abbiamo esteso a tutti i dipendenti comunali che potevano coglierla, con l’intento di concretizzare un adeguato turn over in Comune». È lo stesso Litigante a far sapere di aver colto l’opportunità e di aver anche depositato in Procura un esposto dopo il consiglio del marzo scorso in cui venne discusso il suo caso. «Non era mai accaduto che il pensionamento di un dipendente fosse discusso in pubblica assise», fa notare Litigante. «In più lo si fece sulla base di una convinzione errata, secondo cui sarei dovuto andare in pensione ad aprile dell’anno scorso. In realtà, sono ancora qui e potrei lavorare fino ad agosto. Poi sarà il tribunale a decidere sulle mie richieste, finora tutte accolte». Negli anni scorsi il maggiore ha avviato una serie di cause contro il Comune, per un totale di 450mila euro. La prima causa vinta è del 2014 e si riferisce al periodo 2006-2010, con un riconoscimento di circa 140mila euro di arretrati, a cui se ne aggiungono un’altra da circa 100mila e una da poco più di 20mila euro. Poi ci sono altri 25mila euro di retribuzione di risultato dal 2012 al 2014 che il Comune non ha mai versato, tanto da costringerlo a fare un precetto e un pignoramento, e poi un’altra causa da circa 60mila euro sulle mansioni svolte fino al 2016 e una, in preparazione, dal 2016 fino al pensionamento che vale altri 100mila euro.©RIPRODUZIONE RISERVATA .

