Lo chalet di Sant’Onofrio pronto a riaprire i battenti

1 Luglio 2014

L’assessore Goti: «La struttura, chiusa da tempo, tornerà fruibile entro l’estate» La gestione verrà riaffidata in convenzione all’associazione celestiniana

SULMONA. «Sarà firmata a breve la convenzione sulla gestione dello chalet di Sant’Onofrio all’associazione celestiniana». È l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Goti ad assicurare che questa estate l’eremo di Celestino V tornerà pienamente fruibile. A quasi un anno dalla riapertura del sentiero che aveva sbarrato la strada al sito, resta ancora chiuso il piccolo punto ristoro ai piedi del Morrone. Da quattro anni, infatti, lo chalet è sbarrato, preda dei tanti atti vandalici e furti degli ultimi tempi, dopo il ritardo nel rinnovo della convenzione da parte del Comune. La chiusura rende non fruibile a pieno l’eremo e l’area pedemontana circostante, non essendoci bagni utilizzabili o un bar dove comprare una bottiglietta d’acqua.

«La convenzione è pronta», aggiunge l’assessore, «è nelle mani del sindaco che vuole esaminarla per bene prima del via libera definitivo. Ci rendiamo conto del tempo che è passato, ma è servito anche agli uffici per predisporla al meglio». Oltre al rinnovo dell’affidamento all’associazione celestiniana, il Comune annuncia anche lavori sul piccolo stabile. «Ci sono state delle infiltrazioni al tetto che vanno sistemate», aggiunge Goti, «poi vanno ritinteggiate le pareti per la corretta igiene sanitaria, più una pulizia straordinaria del piazzale. Si tratta di lavori che dovrebbero costare meno di 10mila euro e che conto di recuperare da altri interventi fatti in economia. Entro una settimana dovremmo procedere con l’affidamento diretto dei lavori, trattandosi di un importo esiguo. La priorità è riaprire quanto prima». La gestione affidata all’associazione celestiniana, scaduta nel 2012, era andata avanti a suon di proroghe, vista anche la chiusura forzata, dovuta al sentiero off-limits dopo la caduta di alcuni massi. Di fatto la piccola struttura ricettiva è chiusa dal 21 maggio del 2010, cioè da quattro anno e un mese. Era il 5 febbraio del 2010 quando l’ex sindaco Fabio Federico firmò l’ordinanza con cui venne disposta l’impraticabilità del sentiero in seguito alla caduta di alcuni massi. Il 21 maggio dello stesso anno venne disposta anche l’interdizione dell’intera zona, chalet di Sant’Onofrio e tempio di Ercole Curino compresi. Poco più su si affaccia l’eremo che accolse Celestino V dopo il rifiuto al Soglio Pontificio, rimasto aperto ma irraggiungibile. Il sentiero è stato riaperto l’anno scorso, dopo i lavori eseguiti a tempo di record nel mese di maggio per mettere in sicurezza il tracciato che per più di tre anni ha tenuto isolato uno dei luoghi più suggestivi e significativi del centro Abruzzo. Persino Papa Ratzinger, durante la sua visita in città nel luglio del 2010 dovette accontentarsi di sorvolare in elicottero l'area chiusa. Da lì a tre anni avrebbe lasciato il Soglio Pontificio proprio come fece Celestino V. Giulio Mastrogiuseppe, presidente dell’associazione celestiniana, ha più volte sollecitato la riapertura. Intanto, la giunta Ranalli ha deliberato l'adesione al Comitato per il riconoscimento degli eremi celestiniani patrimonio dell’umanità dell’Unesco, presieduto dal presidente del Parco Majella Franco Iezzi.

«L’amministrazione comunale intende rafforzare il proprio impegno nell’azione di promozione dello sviluppo economico-sociale del territorio», è scritto in delibera. «In tale ottica intende promuovere il turismo e le attività culturali». Mastrogiuseppe ha più volte sollecitato la riapertura e l’avvio dei lavori.

Federica Pantano

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